Moda "Droga del diavolo". Meluzzi: "Fanno i piccoli chimici. Liberalizzare peggiora"

30 maggio 2017 ore 16:18, Americo Mascarucci
Due trentenni sono in coma dopo aver sniffato scopolamina nel corso di una festa privata tra amici, a Castelnuovo Rangone nel Modenese. La scopolamina, chiamata 'respiro del diavolo' è un farmaco alcaloide allucinogeno ottenuto da una pianta. In dosi minime si trova all'interno di alcuni medicinali, ma se sniffata in quantità superiore può portare anche alla morte. Non è purtroppo il primo caso di abuso di droghe da parte dei giovani e viene da chiedersi cosa spinga tanti ragazzi a ricorrere a queste sostanze così pericolose mettendo in pericolo la loro stessa vita bruciando la propria esistenza oltre che il proprio cervello. Intelligonews lo ha chiesto allo psichiatra Alessandro Meluzzi.

Sempre più giovani si sentono attratti  dal "respiro del diavolo" nonostante si tratti di una droga altamente pericolosa e letale. Perché si arriva al punto di rischiare la vita per uno sballo?

"Il mercato delle droghe ha assunto ormai una caratteristica, quella di essere un vero mercato e quindi di immettere in circuito sostanze sempre nuove. Eroina, cocaina e cannabis si sono ormai stabilizzate ed ecco quindi che si sente l'esigenza di ricercare nuovi prodotti in grado di scatenare emozioni sempre più forti, anche se queste possono poi portare a reazioni devastanti. La scopolamina è una sostanza che ha un effetto allucinante che può causare arresto cardiaco, gravi disturbi del ritmo cardiaco, danni cerebrali. Perché la gente cerca droghe sempre più pericolose? La risposta è semplice: perché quando si è abituati ed assuefatti a provare particolari emozioni dietro l’utilizzo di stupefacenti, la corsa ad assumerne di sempre più pericolosi è nell'ordine delle cose. Questa è una delle ragioni che spiegano il fallimento di tutte le politiche di liberalizzazione. Nel momento in cui si legalizza il mercato delle droghe, la criminalità per guadagnare profitti si sposterà su altre sostanze proibite, naturalmente più redditizie e più pericolose". 

C’è l’abitudine diffusa di costruire droghe in casa con sostanze allucinogene, ma anche con altre sostanze comuni che usiamo solitamente, ad esempio le bibite gassate. Anche questa è diventata una moda? 

"C’è una certa tendenza a fare il piccolo chimico e ad usare sostanze comuni per sintetizzare sostanze d’abuso. La libera circolazione in rete su come si fabbricano droghe evidentemente agevola questa pratica. Ma questo non vale solo per le droghe ma anche per gli esplosivi. L’ordigno fatto esplodere a Manchester per esempio poteva essere fabbricato seguendo istruzioni presenti in rete magari su canali nascosti difficilmente raggiungibili. Questa è un’altra questione che rende difficile il controllo sulla produzione e commercializzazione delle droghe, Ovviamente tutto questo necessita di una dimensione di coscienza che possa portare a prevenire il consumo di droga attraverso degli anticorpi culturali e non attraverso l’idea che una droga di stato è sempre meglio di una droga fatta in casa". 

Questi ragazzi vanno a cercare emozioni forti e sballo, ma come stanno realmente?

"Sono ragazzi che hanno una grande difficoltà nel dare un senso alla vita. Significa che sono venuti meno dei passaggi fondamentali che costituivano la fase della crescita e della maturazione. Prima si diventava adulti attraverso dei rituali di iniziazione sessuale, poi c’erano il servizio militare per i maschi e il ballo delle debuttanti per le ragazze.  Erano dei passaggi attraverso cui le persone avvertivano di lasciare l’età dell’adolescenza entrando nel mondo degli adulti. Oggi tutto questo viene messo in dubbio da una società che è stata da più parti definita liquida ma che io definisco scoppiata. In questa situazione la vera sfida è quella di ricostruire un universo di valori in cui inserire le giovani generazioni creando intorno a questo percorso una precisa identità. Invece tutto va nella direzione di disciogliere un’identità occidentale, europea e cristiana in un mare magnum di indistinto in cui l’unica legge è il politicamente corretto e l’unica prospettiva è quella della distruzione di questo ceto medio europeo in cui farsi diventa l’unico modo per darsi un’emozione e per uscire appunto dall'indistinto". 

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