Incubo Leishmaniosi nel bolognese, due morti. Da quali animali si prende

30 marzo 2017 ore 9:36, Andrea Barcariol
Allarme Leishmaniosi nel bolognese. Secondo quanto pubblicato da Il Resto del Carlino, sarebbero già due i casi di decessi per la malattia e cinque i contagi, negli ultimi due mesi. La Leishmaniosi è una malattia diffusa fra i cani, ma che si può trasmettere all’uomo da un animale infetto attraverso il passaggio delle leishmanie (protozoi) a seguito della puntura del pappataci. Ad oggi sono due le vittime, entrambe bolognesi, rispettivamente di 74 e 82 anni, che al momento del contagio e della diagnosi accusavano un quadro clinico già problematico e non hanno retto l’impatto di una terapia alla quale sono state sottoposte nel reparto di malattie infettive del Sant’Orsola di Bologna, e che presenta un alto grado di tossicità.
I due abitavano nelle aree collinari bolognesi e pare fossero frequentatori di campagne e orti, luoghi in cui la diffusione dei pappataci è molto alta e che potrebbe averli esposti quindi al contagio. Entrambe le vittime possedevano dei cani che però non sono risultati positivi ai test sulla malattia. I medici precisano che nonostante la massiccia diffusione della malattia sia nei cani, la convivenza ed il contatto fisico con un cane ammalato di leishmaniosi non costituiscono un pericolo di trasmissione per l’uomo. L'unico vero rischio è rappresentato dalla puntura dell'insetto. 
Il dottor Pierluigi Viale, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive dell’ospedale Sant’Orsola, sta seguendo i nuovi casi: «Nel caso dei due decessi purtroppo la reazione dei pazienti, arrivati con un quadro clinico già compromesso per altre patologie, non è stata adeguata a reggere l’alto grado di tossicità del trattamento ma normalmente la Leishmaniosi è una malattia dalla quale si guarisce, la nostra unità operativa ha tutti i mezzi diagnostici e di cura adeguati a garantire un esito positivo a questi casi».

Incubo Leishmaniosi nel bolognese, due morti. Da quali animali si prende
CAUSE DELLA LEISHMANIOSI

La Leishmaniosi è una malattia difficilmente curabile, poichè si mangia la carne e gli organi interni dell'individuo in cui il parassita si insedia. Del contagio è responsabile la puntura di un insetto (il flebotomo o pappatacio) delle dimensioni di un moscerino dal volo lento e quasi impercettibile, che funge da ‘vettore’ ovvero è capace di pungere il cane malato e poi di infettare l’uomo attraverso le punture successive. Questi moscerini colpiscono prevalentemente da maggio a ottobre, durante il relax tipico del tramonto, e si sono lentamente diffusi anche nelle zone del nord Italia fino ad allora salve dal contagio.

SINTOMI
I sintomi sono sempre tardivi e possono apparire singolarmente oppure in gruppo. I più comuni sono la dermatite secca esfoliativa, l’alopecia intorno a occhi, zampe e dorso. Quindi una serie di lesioni che colpiscono le orecchie, mucosa orale e il naso, con la relativa epitassi. La perdita di peso è rapida ed evidente, come il sopraggiungere di dolori articolari, dell’uveite e una crescita rapida delle unghie. Danni maggiori coinvolgono gli organi interni, come ad esempio i reni che soffrono e sviluppano sintomi come l’anoressia, il vomito, la diarrea, e per finire i più terribili ovvero danni neurologici e coma uremico.
Per individuare la malattia è importante monitorare i sintomi sospetti e portare il cane dal veterinario per un esame del sangue e delle urine. Per contrastare l’effetto mortale della malattia, si sono ottenuti ottimi risultati con l’impiego di antimoniali, combinati con l’allopurinolo, metronidazolo e alcuni chinoloni. Un mix di medicine che può portare alla remissione della leishmaniosi, ma non alla sua eliminazione, garantendo una vita normale e lunga. Per contrastare la malattia dal 2012 è operativo un vaccino, ma la profilassi vincente vede l’impiego di repellenti e antiparassitari.

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