Anatre, gatti e uomo: il virus dell'aviaria torna a far paura (anche in Italia)

31 dicembre 2016 ore 14:58, Micaela Del Monte
Torna la paura per l'aviaria in Italia e non solo. Due giorni fa l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova, sede del Centro di referenza nazionale per l'aviaria, ha confermato una positività per virus influenzale tipo A, sottotipo H5N5. Il virus è stato trovato in organi prelevati da un fischione selvatico - una specie di volatile simile alle anatre - trovato morto a Grado, nella valle Artalina. 

Anatre, gatti e uomo: il virus dell'aviaria torna a far paura (anche in Italia)
Le analisi hanno confermato che si tratta di virus ad alta patogenicità (HPAI). Considerata la grave situazione epidemiologica europea, rende noto il ministero della Salute, legata alla circolazione di virus influenzale H5N8 ad alta patogenicità in numerosi Stati membri (Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Regno Unito, Romania, Serbia, Svizzera, Ungheria e Svezia) per un totale di 498 casi, di cui 214 nel pollame domestico e 247 nell'avifauna selvatica, il 9 novembre e il 7 dicembre lo stesso ministero aveva già emanato disposizioni per il rafforzamento delle attività di vigilanza veterinaria permanente, con particolare riferimento alla verifica dell'applicazione delle misure di biosicurezza negli allevamenti industriali di pollame, raccomandando di mantenere al chiuso il pollame nelle aree densamente popolate.

Nel frattempo a New York un veterinario potrebbe essere stato infettato da un ceppo di influenza aviaria dopo il contatto con alcuni gatti infetti, un caso che se confermato sarebbe il primo al mondo documentato. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie cittadine, specificando che il ceppo trasmesso è l’H7N2 e che il medico ha avuto solo sintomi lievi. 

Il virus si è diffuso tra oltre 100 animali presenti in un gattile cittadino in cui lavorava il veterinario. Oltre 160 persone che lavoravano nel rifugio sono state testate, spiega un comunicato dell’Health Commissioner cittadino Mary Bassett, ma hanno dato tutte esito negativo, mentre dei gatti contagiati uno è morto mentre gli altri stanno guarendo. "Le nostre indagini confermano che il rischio per la salute umana dal ceppo H7N2 è molto basso - si legge - ma stiamo comunque sollecitando gli abitanti di New York che hanno adottato un gatto nelle ultime tre settimane di monitorare eventuali sintomi nei prossimi giorni. Il consiglio è di evitare contatti stretti con il viso dei gatti". 
 
In questi giorni focolai ed epidemie di influenza aviaria sono segnalati in tutto l’emisfero nord, dall’Asia, dove è particolarmente dura in Corea del Sud e dove a Hong Kong è stato segnalato pochi giorni fa il primo morto per il virus, all’Europa, dove sono stati segnalati casi in dieci paesi in almeno undici paesi, anche se finora senza casi nell’uomo.  
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