Droga, Meluzzi: "Caro Polito, si chiudono le stalle quando i buoi sono usciti"

31 luglio 2017 ore 13:47, Andrea Barcariol
La morte a Genova di una ragazza di 16 anni per una pasticca di ecstasy ha riacceso il dibattitto sulla cultura dello sballo, che va tanto di moda tra gli adolescenti, e sul ruolo dei genitori. In un editoriale di oggi su Il Corriere delle Sera, il giornalista Antonio Polito scrive che "la soglia di tolleranza sulle droghe si è abbassata e abbiamo smesso di credere che tutte le sostanze psicotrope, tutte, facciano male, quale più quale meno, a chi più a chi meno, ma nessuna esclusa". Su questo delicato argomento IntelligoNews ha intervistato lo psichiatra Alessandro Meluzzi.

Droga, Meluzzi: 'Caro Polito, si chiudono le stalle quando i buoi sono usciti'
Nell'articolo su Il Corriere della Sera si sottolinea che è stata
fatta una distinzione che "proviene da un’epoca lontana tra droghe «leggere» e «pesanti» che forse non ha più riscontro". Cosa ne pensa?

"Ci sono droghe considerate leggere che invece sono in grado di condizionare pesantemente il comportamento del cervello. E' chiaro che, ad esempio, una sostanza usata per la cura del dolore in un malato terminale non può essere considerata una sostanza di evasione per i giovani minorenni che hanno una struttura celebrale e neurobiologica ancora in essere. E' chiaro che questa distinzione tra sostanze è giustificata sulla base delle loro specificità ma è del tutto immotivata pensando ad alcune di loro. La metanfetamina dell'ectasy dove dovrebbe essere classificata? Di questa sostanza è stato fatto un uso tragicamente psicofarmacologico, ad esempio la ragazza aveva dei problemi, aveva perso la mamma l'anno prima, era in una zona di vulnerabilità. Pensare che una pasticca possa lenire un mal di vivere è una tentazione molto forte senza una difesa educativa, sociale e genitoriale".

Secondo lei non è stato commesso l'errore, soprattutto da parte della generazione del '68, di distruggere l'autorità dei genitori e ora magari sono propri gli stessi che cercano di correre ai ripari?

"Sicuramente, si chiudono le stalle quando i buoi sono usciti, questa generazione spesso è rimasta in una sorta di perenne adolescenza con una difficoltà enorme ad assumere il ruolo di adulto. C'è una confusione che ha creato un ulteriore carico di disordine che ora aleggia su questi giovani".

Polito scrive che gli adulti «devono far passare l’idea che in un percorso di crescita non c’è spazio per le sostanze psicotrope, che usarle come un tampone per gli sbalzi emotivi che gli adolescenti provano è una falsa soluzione». E' d'accordo?

"Io sarei ancora più severo e sostengo che chi non lo fa produce un danno che può avere come effetto non solo la psicosi o la depressione, ma anche la morte. E' un momento in cui si è così attenti sulla nocività del fumo, mi sembra contradditorio che non ci sia la giusta attenzione sulla cannabis".

A riguardo c'è una legge ferma in Parlamento sulla legalizzazione della cannabis. Cosa ne pensa?

"Per l'amor di dio sarebbe devastante sotto il piano pratico, farmacologico e sanitario, non risolverebbe il consumo dei minorenni e non diminuirebbe nessun profitto sul mercato perché verrebbero immediatamente lanciati altri prodotti. Sarebbe un messaggio educativo e psicologico devastante per i giovani".


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