Meningite killer alla Statale, corsa ai vaccini da panico

05 dicembre 2016 ore 11:56, Americo Mascarucci
Le due studentesse della facoltà di Chimica della Statale di Milano, Alessandra Covezzi e Flavia Roncalli sarebbero entrambe state uccise dal meningococco di tipo C, il più diffuso in Italia. 
Come ha spiegato il responsabile dell’igiene pubblica milanese, si tratta di analisi che, tra alcuni giorni, quando saranno concluse, permetteranno forse di sapere se i due batteri coinvolti a luglio e a novembre e che sono, quindi, della stessa famiglia o ceppo, sono gemelli e quindi identici o diversi.
Entrambe frequentavano la facoltà di chimica alla Statale. 
Per i sanitari le due vicende non sarebbero tuttavia legate. 
Ricoverata per una sospetta gastroenterite, Flavia Roncalli è morta martedì scorso, il 27 novembre, per sepsi da batterio della meningite, come Alessandra. Ma per gli esperti è eccessivo l’arco di tempo trascorso tra i due decessi.

Meningite killer alla Statale, corsa ai vaccini da panico
Intanto dopo la morte delle due studentesse  e le epidemie in Toscana, è boom di richieste di vaccinazioni antimeningite. 
Le prenotazioni riguardano per lo più adolescenti e giovani, tra 14 e 25 anni, ma anche adulti. 
Molte Asl non erano preparate a un così grande impatto. La domanda di profilassi, in particolare, è raddoppiata in Lombardia, mentre in Toscana si registra un incremento dell'80%.
Per essere contagiati infatti può bastare un incontro ravvicinato, un bicchiere passato di mano, qualche gocciolina di saliva che gira nell'aria e l'infida meningite si trasmette.
I portatori sani rappresentano il 5-10% della popolazione. 
Ad Empoli e in provincia di Firenze hanno raggiunto il 40% della popolazione, situazione che ha provocato decine di casi di meningite. 
Su tutto il territorio nazionale, quindi, sono ottimisticamente almeno 6 milioni gli italiani che possono trasmettere la malattia senza essere identificati. 
Ogni portatore sano non sa di essere un soggetto a rischio e la sua condizione latente può durare mesi o anche anni. 
Poi il batterio che si annida in gola può morire per mille motivi, come assumere un antibiotico per una bronchite.

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