Meningite, assalto ai vaccini (+130% di richieste) ma i casi sono "nella media"

05 gennaio 2017 ore 9:56, Andrea Barcariol
La psicosi meningite si sta allargando a macchia d'olio in tutta Italia. Un dato, su tutti, dà bene l'idea del fenomeno: le dosi di vaccino fornite alle asl sul territorio nazionale hanno fatto registrare un +130%, nello scorso mese di dicembre, a seguito del clamore suscitato dai casi registrati in varie regioni. Lo comunica Carlo Signorelli, past president della Società italiana di igiene e medicina preventiva (Siti) e ordinario di Igiene all'Università di Parma. "Per il vaccino quadrivalente anti-meningite, che protegge dai ceppi A-C-W-Y135, il più utilizzato a livello nazionale - afferma Signorelli - risulta da dati aziendali un aumento del 70% delle richieste da parte delle asl nel periodo settembre-dicembre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015, con un picco del +130% di dosi fornite alle asl nel mese di dicembre 2016". Sotto accusa l'allarmismo dei media perché "in queste ultime settimane i casi di meningite registrati hanno fatto notizia, pur non essendo in eccesso rispetto alla media ed al trend storico. E' insomma scattata la psicosi ed una corsa disordinata ai vaccini che però, in vari casi, non è giustificata. In alcune asl delle regioni dove si sono registrati più casi si sta iniziando a verificare una carenza di vaccini, come in Toscana, Lazio e Veneto".

Meningite, assalto ai vaccini (+130% di richieste) ma i casi sono 'nella media'
Signorelli lancia un appello: "Le autorità dovrebbero definire con chiarezza le categorie per le quali la vaccinazione è prioritariamente indicata, in modo da non creare un assalto ingiustificato, e come Siti riteniamo che la fascia su cui concentrarsi sia principalmente quella degli adolescenti fra 12 e 14 anni". Sulla stessa lunghezza d'onda Ranieri Guerra, direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, che ha dichiarato all'Ansa: "È un grave errore dire che siamo in presenza di un'epidemia di meningite. I casi sono stabili negli ultimi anni, ma in Italia la vaccinazione contro i vari patogeni che causano la malattia è cronicamente insufficiente, e questo in qualche modo lo stiamo pagando. Il nuovo Piano Vaccinale ci aiuterà a ridurre i contagi".
caricamento in corso...
caricamento in corso...