Colonscopia 2.0, meno invasiva e costosa: alle Molinette il primo centro

05 luglio 2017 ore 19:58, Andrea Barcariol
E' arrivata una nuova tecnica per praticare la colonscopia. Da oggi si potrà provare presso l'Ospedale Molinette di Torino che ha inaugurato il primo centro italiano (circa 500 mq) dedicato interamente a questo tipo di esame, meno invasivo rispetto alla colonscopia tradizionale grazie all'aiuto di un sofisticato computer. L'obiettivo è quella di una diagnosi precoce dei tumori del colon-retto, che le due macchine a disposizione del centro sono in grado di fare a partire da polipi di 5 millimetri.

Colonscopia 2.0, meno invasiva e costosa: alle Molinette il primo centro
La tecnologia è stata elaborata dalla startup piemontese Im3D. I sistemi CAD leggono l'immagine radiologica utilizzando complessi algoritmi matematici e dirigendo l'attenzione del radiologo verso le zone più sospette: vengono ridotti i tempi di lettura, ottimizzato il flusso di lavoro, aumentata la precisione e la sicurezza della diagnosi. Una volta fatto l'investimento, la singola colonscopia costa meno in virtuale rispetto all'esame tradizionale. E' indicata nei casi in cui la non virtuale risulti incompleta, nei pazienti fragili e in quelli a basso rischio. Il nuovo centro potrà eseguirne fino a 40 al giorno. La struttura è aperta tutti i giorni. Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il numero verde 800-911763 oppure il Sovracup regionale (come per tutti gli esami medici).
Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino con l'assessore Giuseppina De Santis, il commissario dell'Azienda ospedaliera Gian Paolo Zanetta, il direttore della Scuola universitaria di Medicina Ezio Ghigo.

SIGE - Recentemente era stato lanciato l'allarme dalla Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) in riferimento alla quantità di esami. Secondo quanti rilevato dal Sige "il 25-30% delle gastroscopie e delle colonscopie che si fanno oggi in Italia sono inutili e pesano sulle casse dello Stato per ben 30 milioni di euro": soldi bruciati per 500 mila procedure evitabili ma che vengono comunque prescritte per una mancata conoscenza delle corrette indicazioni, per un atteggiamento di medicina difensiva o, anche, per una sorta di 'fai da te' da parte dei cittadini.
Sotto il mirino della SIGE sono finiti esami quali esofagogastroduodenoscopie (Egds) e colonscopie.
"Sarebbero richiesti in numeri esorbitanti e spesso al di fuori delle corrette indicazioni. Colpa della medicina difensiva ma anche di una mancata conoscenza delle corrette indicazioni. E le conseguenze sono pesanti per le casse dello Stato e per la salute dei pazienti", denuncia la SIGE.

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