Oltre la chemio c'è di più, svelato meccanismo blocca-tumore al polmone

06 aprile 2017 ore 23:59, Americo Mascarucci
Un nuovo studio ha permesso di scoprire il meccanismo con cui le cellule staminali dei tumori polmonari si propagano dando vita a metastasi e recidive. Secondo i risuiltati di questa scoperta si possono fermare inibendo un enzima chiamato Scd1. A scoprire il meccanismo aprendo la strada a nuove cure, è uno studio coordinato da Rita Mancini del Dipartimento di Medicina Clinica Molecolare dell'Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con varie istituzioni tra cui l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e con il sostegno dell'Airc. Numerose sono le risultanze che indicherebbero come queste cellule siano quelle più resistenti all’azione dei farmaci e pertanto responsabili delle metastasi e delle recidive della malattia dopo le terapie. 

LA RICERCA
"Colpire i meccanismi che controllano la vitalità delle cellule staminali tumorali è quindi uno degli obiettivi principali della ricerca oncologica - spiega Rita Mancini - perché questo permetterebbe di eradicare alla base la crescita dei tumori. Da tempo il nostro laboratorio si occupa del metabolismo degli acidi grassi insaturi ed in particolare di un enzima chiamato Scd1 che ne determina la sintesi. In questo lavoro, attraverso lo studio di cellule staminali tumorali di polmone isolate direttamente dai versamenti pleurici di alcuni pazienti, mettiamo in evidenza come Scd1 agisca attivando a cascata due vie metaboliche chiave nelle cellule tumorali. Si tratta di quella della beta-catenina e successivamente di quella che coinvolge due proteine note per la loro capacità di controllare la crescita cellulare a livello del nucleo, chiamate Yap e Taz. In altre parole questo nuovo studio – ha continuato Mancini– rafforza l’importanza di Scd1 come uno dei principali promotori della crescita delle staminali tumorali polmonari. Inoltre abbiamo sufficienti elementi per ritenere che il ruolo chiave di Scd1 si estenda alle cellule staminali di altri tipi di tumori".
Oltre la chemio c'è di più, svelato meccanismo blocca-tumore al polmone
 
OLTRE LA CHEMIO
Il trattamento più utilizzato per il tumore del polmone è la chemioterapia, una scelta legata al fatto che la malattia in genere risponde bene ai farmaci oggi disponibili e che spesso al momento della diagnosi sono già presenti metastasi in organi diversi dal polmone.
"La potenziale ricaduta terapeutica dei nostri risultati – ha aggiunto Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, e uno dei principali collaboratori dello studio - è la possibilità di bloccare la crescita delle cellule staminali mediante l’uso di piccole molecole capaci di inibire l’attività enzimatica di Scd1 che dovrebbero essere capaci di stabilire sinergie con le attuali terapie. Questo è quanto abbiamo verificato nei nostri studi su cellule tumorali in provetta e che stiamo attualmente riproducendo in modelli più complessi di crescita tumorale". 
Inibitori di Scd1 sarebbero già disponibili per l’uso nell’uomo. "Pertanto il prossimo passo – ha concluso Ciliberto – potrà essere la possibilità di trasferire questa possibilità terapeutica nei pazienti, in linea con il nostro approccio di ricerca traslazionale che parte dal paziente, passa attraverso il laboratorio, per poi ritornare nel paziente". 
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