Meningite, la paura non si ferma: studentessa belga in ospedale a Perugia

06 aprile 2017 ore 21:59, Andrea Barcariol
E' stata ricoverata oggi nell'ospedale di Perugia per meningite meningococcica, una studentessa belga 18enne, da otto giorni in gita in Italia con la scuola. La ragazza è stata soccorsa dallo staff di Igiene e sanità dell'Usl Umbria 1 nell'albergo di S. Maria degli Angeli dove alloggiava, dopo che l'aveva visitata il medico di guardia per febbre alta e forte mal di testa. Tutti gli studenti, i professori e gli autisti
Meningite, la paura non si ferma: studentessa belga in ospedale a Perugia
dei due pullman (circa 80 persone) provenienti dal Belgio sono stati sottoposti a chemioprofilassi con la somministrazione di Ciprofloxacina 500 mg e poi fatti ripartire. La giovane, ora in rianimazione, è grave ma, vista la diagnosi rapida, i sanitari sperano in un decorso positivo della meningite menigococcica, che non è ancora stata tipizzata (se di gruppo B o C). “Si tratta di una forma di infezione complessa - spiega il professor Franco Baldelli , direttore del reparto di malattie infettive - una meningite che si manifesta all’improvviso e che può condurre alla morte nel giro di poche ore”.
La gita degli studenti era iniziata lo scorso 28 marzo e i ragazzi avevano visitato diverse città italiane toccando varie regioni, tra cui la Campania, e poi avrebbero dovuto proseguire verso la Toscana. In Umbria erano arrivati ieri sera alloggiando ad Assisi e non ci sono tanti contatti con la popolazione locale.

Meningite, la paura non si ferma: studentessa belga in ospedale a Perugia
I DATI

Dal punto di vista scientifico ed epidemiologico, la diffusione delle malattie invasive (meningiti e/o sepsi) è sovrapponibile a quella dell’anno precedente. Il patogeno più pericoloso, il meningococco, continua a essere responsabile, in Italia, di circa 200 casi l’anno, mentre le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco sono in diminuzione. Tutto ciò non ha impedito il dilagare di ansia e preoccupazione nella popolazione a seguito di una crescente attenzione mediatica sulle malattie invasive da meningococco che trova la sua origine nell’anomalo aumento, dal gennaio 2015, di casi da meningococco C nella zona centrale della Toscana. Un incremento spiegato con la circolazione in quell’area di un clone di meningococco particolarmente aggressivo che ha innescato una risposta decisa da parte delle autorità sanitarie della Regione Toscana che, per fronteggiarne la diffusione, ha adottato una politica di offerta vaccinale molto ampia a favore della popolazione.

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