Giornata Europea Logopedia per la disfagia: 5 consigli da seguire

06 marzo 2017 ore 10:59, Andrea Barcariol
Quando si pensa ai problemi legati al mangiare vengono subito in mente anoressia e bulimia. In realtà c'è un altro fenomeno molto sottovalutato che può trasformare un pranzo in un incubo: la fatica a inghiottire. Accade circa al 40% degli anziani, con punte che arrivano oltre l’80% tra chi soffre di Parkinson, Alzheimer o ha avuto un ictus, ma ne soffre anche al 35% dei giovani, soprattutto se nati prima del termine o con qualche problema motorio. Si tratta di grandi numeri ed elevati costi sociali e sanitari, per questo la Federazione Logopedisti Italiani ha posto la questione al centro della Giornata Europea della Logopedia, in programma per oggi, 6 marzo.  «La disfagia è il termine clinico utilizzato per descrivere la difficoltà di deglutizione di cibi solidi e liquidi - spiega la presidente dei logopedisti italiani, Tiziana Rossetto -. È causata da alterazioni del controllo di nervi o muscoli, determinate da diversi quadri clinici. Alla base vi sono debolezza e problemi strutturali nella coordinazione dei muscoli della bocca e della gola, con conseguente passaggio di cibo o liquidi nel canale respiratorio, invece che in quello alimentare. Il transito di cibo in trachea è un fenomeno potenzialmente pericoloso, che può portare, se non trattato, alla polmonite.

Giornata Europea Logopedia per la disfagia: 5 consigli da seguire
Le cause più comuni possono essere traumi cerebrali, cervicali e vertebrali, ictus e tutte quelle malattie che colpiscono la funzionalità muscolare: come il parkinson, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, la sindrome di Down e la paralisi cerebrale. La disfagia potrebbe essere alleviata con 5 semplici regole da tenere sempre presenti: «Per ridurre i fastidi, attenti all’acqua: spesso è l’elemento più difficile e andrebbe addensata con gli appositi gelificanti» spiega Rossetto. «No invece alla pastina in brodo, che nonostante sia diffusissima in cliniche e case di riposo crea difficoltà perché associa due alimenti di consistenze diverse: meglio purè e passati, più omogenei. Occhio alla postura: capo, collo e tronco devono essere allineati quando si mangia. Necessaria, infine, una valutazione nutrizionale per controllare apporto calorico e idratazione, fondamentali ma spesso insufficienti in chi ha difficoltà di deglutizione: se questi elementi non vengono opportunamente considerati, il rischio è una malnutrizione che peggiora le condizioni generali della persona, di qualunque età essa sia».

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