Vaccini, ipotesi ricorso contro il cavillo 'anti Lorenzin' del Veneto

06 settembre 2017 ore 10:47, Stefano Ursi
La querelle sulle vaccinazioni obbligatorie non pare volersi fermare. Il Governatore del Veneto Luca Zaia, infatti, ha previsto una moratoria, fino al 2019, dell'obbligo di vaccinazione per l'accesso ai "nidi" e alle scuole dell'infanzia in Veneto per i bimbi già iscritti. ''In attesa di conoscere – si legge in una nota della Regione – l'esito del ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge nazionale che impone l’obbligatorietà di dieci vaccini, presentato per supportare gli ottimi risultati ottenuti sinora con l’organizzazione attivata dal 2007, basata sull’informazione ai genitori, attraverso un decreto firmato dal Direttore Generale della Sanità Domenico Mantoan, la Regione del Veneto ha predisposto le “indicazioni regionali in regime transitorio di applicazione della legge Lorenzin”''.

Vaccini, ipotesi ricorso contro il cavillo 'anti Lorenzin' del Veneto
IL DECRETO - ''In attesa di eventuali ulteriori chiarimenti ministeriali – prosegue la nota dopo aver elencato le motivazioni tecniche – per quanto riguarda la frequenza dei servizi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia dall’anno scolastico 2017/2018 per i bambini già iscritti si applicherà il regime transitorio fino al 2019/2020 anno che prevede, invece, la decadenza dell’iscrizione. Per agevolare le famiglie e le scuole, per i bambini e i ragazzi da zero e sedici anni, per gli anni scolastici 2017/18 e 2018/19 – si legge – si anticipa quanto previsto dalla legge per l’anno scolastico 2019/20, cioè l’invio alle scuole degli elenchi dei bambini con la loro situazione nei confronti della vaccinazione, privi di dati sensibili. Per tutti i soggetti non in regola (tra zero e 16 anni) le AULSS avvieranno l’iter conseguente all’inadempimento dell’obbligo vaccinale (sanzione amministrativa-pecuniaria)''.

In queste ore la questione ha visto ulteriori sviluppi. Pare infatti che il Ministero della Salute stia valutando la possibilità di impugnare il decreto che prevede la moratoria in oggetto e, si legge sui media, sarebbe già stato dato avvio informalmente alla valutazione del dossier onde valutare un'eventuale impugnazione di fronte al Tar del Veneto. Il principio di base su cui potrebbe poggiare l'eventuale impugnazione, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe quello secondo cui la sanità è una materia in gran parte concorrente ma la tutela della salute è competenza totalmente dello Stato, dunque, si legge, la considerazione che ne deriva è che non è possibile la coesistenza di regole diverse a seconda degli ordinamenti regionali.

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autore / Stefano Ursi
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