L'Europa è in depressione, per combatterla serve riconoscerla

07 aprile 2017 ore 10:06, Americo Mascarucci
Aumentano i casi di depressione in Italia e in Europa. Gli italiani depressi oscillano fra il 4,4 e il 7%, oltre 3 milioni, secondi solo alla Germania. In Europa il numero supera i 40 milioni. Molti gli strumenti che oggi possono aiutare a vincere quello che un tempo era considerato "il male oscuro". "E' fondamentale costituire una rete per combattere la depressione - dichiara il presidente della Società Italiana di Psichiatria (Sip), Claudio Mencacci, in occasione della Giornata mondiale della Salute. L'esperto suggerisce in proposito "percorsi diagnostici e terapeutici in collaborazione con la Medicina Generale, la pediatria, la scuola, gli ambienti di lavoro". 
L'Europa è in depressione, per combatterla serve riconoscerla

IL MALE OSCURO
La depressione fa parte dei disturbi dell'umore, insieme ad altre patologie come la mania e il disturbo bipolare. Essa può assumere la forma di un singolo episodio transitorio (si parlerà quindi di episodio depressivo) oppure di un vero e proprio disturbo (si parlerà quindi di disturbo depressivo). L'episodio o il disturbo depressivo sono a loro volta caratterizzati da una maggiore o minore gravità. Quando i sintomi sono tali da compromettere l'adattamento sociale si parlerà di disturbo depressivo maggiore, in modo da distinguerlo da depressioni minori che non hanno gravi conseguenze e spesso sono normali reazioni ad eventi della vita con risoluzione in tempi brevi.

I SINTOMI
L'episodio depressivo maggiore è caratterizzato da sintomi che durano almeno due settimane causando una compromissione significativa del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. Essa si manifesta attraverso una vasta serie di sintomi, variabili da paziente a paziente e generalmente presenti quasi ogni giorno. Fra i principali si segnalano:
1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, (es. tristezza, melanconia accentuate e persistenti).
2. Marcata diminuzione o perdita di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, (anedonia o apatia).
3. Agitazione o rallentamento psicomotorio.
4. Affaticabilità, perdita o mancanza di energia/slancio vitale o prostrazione fisica (astenia).
5. Disturbi d'ansia (es. attacchi di panico o preoccupazioni eccessive e persistenti).
6. Insonnia o ipersonnia.
7. Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito (iperfagia).
8. Disturbi psicosomatici (es. gastriti, mal di testa, dolori vari ecc.).
9. Diminuzione o perdita di motivazioni personali, capacità di pensare, concentrarsi, risolvere problemi, prendere iniziative, decisioni, agire (rallentamento ideativo, inerzia, svogliatezza o abulia) e pianificare il proprio futuro (sintomi cognitivi).
10. Tendenza all'isolamento, alla solitudine, alla sedentarietà, scarsa cura di sé e autoabbandono con diminuzione dei rapporti sociali e affettivi (sintomi affettivi).
11. Sentimenti di inquietudine, impotenza, rassegnazione, autosvalutazione (es. diminuzione di autostima), inutilità, sfiducia, delusione costante, pessimismo sul futuro, vittimismo, negativismo sul presente, perdita di senso di vivere, senso di vuoto, tendenza al pianto, fino a senso di fallimento, sconforto o disperazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa, recriminazione, risentimento e rimuginazione (fino a casi limite di angoscia e deliri con distacco dalla realtà).
12. Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, l'elaborazione di un piano specifico per commetterlo oppure un tentativo di metterlo in atto[16].
I sintomi non sono necessariamente tutti presenti, ma per parlare di episodio depressivo maggiore è necessaria la presenza di almeno cinque dei sintomi sopra elencati. La sintomatologia può variare da paziente a paziente e in genere ha un decorso lento, insidioso e tendente ad aggravarsi nel tempo se non trattato tempestivamente.
Nella maggior parte dei casi però la depressione si configura come disturbo depressivo maggiore: nel 50-60% dei casi un episodio depressivo maggiore sarà seguito da un ulteriore episodio depressivo, portando quindi al disturbo depressivo. L'episodio depressivo non trattato ha una durata media di sei-otto mesi ed è caratterizzato, nella maggior parte dei casi, da una graduale remissione. Talvolta può permanere una sintomatologia depressiva residua: si parlerà in tal caso di remissione parziale dell'episodio.
L'Europa è in depressione, per combatterla serve riconoscerla

CONSEGUENZE
Le conseguenze della depressione possono rappresentare importanti ripercussioni sulla vita di tutti i giorni. L’attività scolastica o lavorativa della persona può diminuire in quantità e qualità soprattutto a causa dei problemi di concentrazione e di memoria che tipicamente presentano le persone depresse. Questo disturbo, inoltre, porta al ritiro sociale e con il tempo danneggia le relazioni con il/la partner, figli, amici e colleghi. L’umore della persona depressa condiziona anche il rapporto con sé stessi e il proprio corpo. Tipicamente, infatti, chi è depresso ha difficoltà a curare il proprio aspetto, mangiare e dormire in modo regolare.
La depressione, inoltre, è più accentuata nelle persone con condizioni socio economiche e scolarità basse. Sono maggiormente esposte le persone che hanno subito abusi, bullismo, violenza, separazioni, divorzi, con una storia familiare che li predispone o patologie croniche come diabete, ipertensione, cardiopatie, malattie endocrine e autoimmuni.
Nonostante oggi si disponga di molti strumenti efficaci per curarla pochi giungono a diagnosi e terapia: solo 1/3 di coloro che ne avrebbe necessità. Da qui quindi l'invito a creare una rete anti-depressione. 
"In tutti costoro - precisa Mencacci - è fondamentale individuare le persone a basso, medio, alto rischio sui quali attuare interventi mirati".

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