Usa, dal 1991 al 2014 -25% vittime di cancro: ma battaglia non ancora vinta

07 gennaio 2017 ore 10:05, intelligo
di Stefano Ursi

Dal 1991 e il 2014, il tasso di mortalità per cancro negli Stati Uniti si è ridotto del 25%. Lo rivela il rapporto 2017 dell'American Cancer Society, pubblicato sulla rivista ''CA: A Cancer Journal for Clinicians''. Un dato che racconta come, nel tempo, gli strumenti di prevenzione e cura sono migliorati e hanno permesso di salvare la vita a, calcola il rapporto, 2,1 milioni di persone. Il rapporto però non nasconde, a sé e a chi lo legge, che anche quest'anno la malattia colpirà e toccherà molte persone. Ad ogni modo il rapporto passa in rassegna quelli che sono stati i miglioramenti nella lotta al tumore, dal 1991 in poi, e sicuramente quello contro il fumo è stato il duello che ha portato maggiori risultati in questo senso; ma anche qui il dato dice che, nonostante il calo dei fumatori e delle vittime per cancro derivato a fumo (-43%), questo è ancora alla base del 30% dei decessi per tumore.

Restano in aumento, fra i tanti dati positivi, la mortalità per cancro al fegato e all'utero. Negli Usa, spiega il rapporto, sono più gli uomini ad essere colpiti, e con maggior durezza, dal cancro, che hanno una probabilità di ammalarsi più alta del 20% e di morire ben del 40%. Esofago, laringe e vescica sono quadruplicate come incidenza e mortalità. Notazione importante, circa 208.000 nuovi casi di tumore raro dovrebbero essere diagnosticati nel 2017, senza contare le 8.850 diagnosi di nuovi casi stimati di cancro ai testicoli. Dati che fanno riflettere, sebbene parlino del territorio americano, e lasciano intendere come la prevenzione e le nuove tecnologie applicate alla cura delle malattie siano ormai la nuova frontiera per quanto riguarda i tumori e non solo, ma che gli stili di vita e le condizioni ambientali in cui viviamo ancora giocano un ruolo decisivo nella nostra salute e nella qualità del nostro vivere.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...