Taranto, allarme malaria a Ginosa: scatta il maxi stop donazioni del sangue

07 ottobre 2017 ore 12:29, Micaela Del Monte
Sei mesi di stop alle donazioni di sangue a Ginosa, in provincia di Taranto. E’ la misura decisa dal Centro nazionale sangue del ministero per la Salute dopo il caso dei quattro braccianti nordafricani contagiati dal parassita della malaria. Lo ha deciso il Centro Nazionale Sangue, che precisa che il rischio per la popolazione è molto basso. 

Taranto, allarme malaria a Ginosa: scatta il maxi stop donazioni del sangue
I residenti, o chiunque abbia trascorso nel paese almeno una notte, non potranno sottoporsi al prelievo. Al termine del periodo di sei mesi, le persone che vorranno essere riammesse alla donazione saranno sottoposte a un test di immunologia. Se non vorranno sottoporsi al test il divieto continuerà per altri sei mesi.

"Per chi è residente nel comune di Ginosa o vi ha soggiornato per almeno una notte, la sospensione è di 6 mesi, al termine dei quali dovrà essere effettuato il test degli anticorpi antimalarici. In assenza del test lo stop è invece di un anno. I casi – si legge nella circolare del Centro nazionale sangue disponibile sul sito – costituiscono un focolaio epidemico limitato. In considerazione delle caratteristiche rurali e della limitata estensione dell’area interessata nonché dell’attuazione tempestiva delle misure di contenimento del vettore, il rischio attuale per la popolazione locale e il conseguente rischio di trasmissione trasfusionale appaiono contenuti”.

Come riporta il Corriere, i braccianti contagiati dalla malaria vivono in Italia da diversi anni e sono residenti nelle campagne di Ginosa. Hanno accusato sintomi come febbre, vomito, dissenteria, cefalea e dolori addominali. Sono stati ricoverati in un ospedale a Taranto e saranno dimessi nelle prossime ore.
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