Nesso fra virus e celiachia: con quali infezioni il glutine diventa tabù

08 aprile 2017 ore 15:00, intelligo
di Stefano Ursi

Fra le cause scatenanti l'insorgenza della celiachia potrebbe esserci anche un'infezione da reovirus che colpisce l'intestino; lo sostiene una ricerca condotta dall'Università di Chicago, a cuihanno collaborato ricercatori dell'Università Federico II di Napoli e pubblicata domani sulla prestigiosa rivista Science. Ricordiamo che una cura definitiva per la celiachia ancora non esiste e l'unico rimedio è quello di seguire una dieta priva di glutine. Questa scoperta, secondo quanto spiegano i ricercatori, potrebbe però aprire la via a soluzioni tutte nuove nello studio e nella cura della celiachia, come ad esempio dei vaccini. Dice Bana Jabri, professore del Dipartimento di Medicina e Pediatria, vice presidente per la ricerca nel campo della medicina e direttore della ricerca presso l'Università di Chicago al Centro per la Celiachia: ''Questo studio dimostra chiaramente che un virus che non è clinicamente sintomatico può ancora avere conseguenze negative per il sistema immunitario e preparare il terreno per una malattia autoimmune, e per la celiachia in particolare''.

Nesso fra virus e celiachia: con quali infezioni il glutine diventa tabù
LO STUDIO - ''Tuttavia – spiega – il virus specifico e i suoi geni, l'interazione tra il microbo e il padrone di casa, e lo stato di salute dell'ospite sono tutti da valutare ovviamente''. Lo studio, una collaborazione con Terence Dermody dell'Università di Pittsburgh ''School of Medicine'' e direttore scientifico presso l'Ospedale pediatrico di Pittsburgh UPMC, dimostra che i virus intestinali possono indurre il sistema immunitario a reagire in modo eccessivo al glutine ed innescare lo sviluppo della malattia. Utilizzando due diversi ceppi di reovirus – si legge nello studio – i ricercatori hanno mostrato come le differenze genetiche tra i virus possano cambiare il modo in cui interagiscono con il sistema immunitario; iniettati sui topi, uno dei due ha innescato una risposta immunitaria infiammatoria e la perdita di tolleranza al glutine, mentre un altro ceppo strettamente correlato, ma geneticamente diverso, non lo ha fatto.

LA GENETICA - Lo studio – si legge – ha anche scoperto che i pazienti celiaci avevano livelli molto più alti di anticorpi contro il reovirus rispetto a quelli non celiaci. E anche livelli molto più alti di espressione del gene IRF1, un regolatore trascrizionale che svolge un ruolo chiave nella perdita di tolleranza al glutine. Ciò suggerisce che l'infezione con un reovirus può lasciare un segno permanente sul sistema immunitario, che pone le basi per una successiva risposta autoimmune al glutine. ''Abbiamo studiato i reovirus per qualche tempo, e siamo rimasti sorpresi dalla scoperta di un potenziale legame tra reovirus e celiachia” spiega Dermody. ''Siamo ora in grado di definire con precisione i fattori virali responsabili per l'induzione della risposta autoimmune''.

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