Retina artificiale made in Italy efficace su topi per 10 mesi

08 marzo 2017 ore 9:02, Adriano Scianca
Arriva la prima retina artificiale organica altamente biocompatibile, in grado di rimpiazzare i fotorecettori degenerati. È stata realizzata dall'Iit di Genova con il Centro Neuroscienze e Tecnologie sinaptiche (Nsyn) e Centro di Nanoscienze e Tecnologie (Cnst), il dipartimento di Oftalmologia dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), Innovhub-Ssi Milano e l'Università dell'Aquila. I risultati della sperimentazione, raccolti nell'articolo scientifico “A fully organic retinal prosthesis restores vision in a rat model of degenerative blindness”, sono stati pubblicati da Nature Materials, tra le più importanti riviste dedicate a scoperte in scienze biologiche, chimiche e fisiche. 

Retina artificiale made in Italy efficace su topi per 10 mesi

L'ESPERIMENTO SUI TOPOLINI
Grazie alla retina artificiale, alcuni topolini, che non potevano vedere perché erano portatori di una mutazione in uno dei geni che è legato alla retinite pigmentosa, hanno ritrovato la capacità di orientarsi alla luce. Inoltre hanno dimostrato di aver ripristinato il riflesso pupillare, le risposte corticali elettriche e metaboliche agli stimoli luminosi e la capacità di discriminazione spaziale (acuità visiva). L'obiettivo della ricerca è quello di ripristinare parzialmente la vista in pazienti resi ciechi dalla degenerazione dei fotorecettori, che si verifica in numerose malattie genetiche della retina (come ad esempio la retinite pigmentosa). La retina bio-tech è formata da due strati di polimeri organici capaci di convertire gli stimoli luminosi nell'attivazione elettrica dei neuroni. 

EFFICACE PER 10 MESI
Il recupero funzionale testato è rimasto efficace per oltre 10 mesi dopo l'impianto della retina artificiale, senza causare l'infiammazione dei tessuti o la degradazione dei materiali che compongono il dispositivo. Rispetto ai due modelli di retina artificiale attualmente disponibili, basati sulla tecnologia del silicio, questo prototipo, spiegano i suoi inventori, presenta vantaggi quali la tollerabilità, la lunga durata e la totale autonomia di funzionamento, senza avere la necessità di una sorgente esterna di energia. La prima sperimentazione sull'uomo potrebbe essere inaugurata nella seconda metà del 2017. L'impianto potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento di patologie retiniche estremamente invalidanti.
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