Amianto killer, contro il mesotelioma l'immunoterapia l'arma in più

09 giugno 2017 ore 15:48, Micaela Del Monte
"L'immunoterapia può rappresentare un approccio efficace per il trattamento del mesotelioma, una malattia per la quale abbiamo avuto finora molto poco da offrire”. A dirlo è Michael S. Sabel, del University of Michigan Comprehensive Cancer Center, durante il meeting dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), da poco conclusosi a Chicago. Sabel si riferisce ai risultati di uno studio clinico multicentrico francese di fase II (MAPS-2) che ha testato nivolumab e ipilimumab, due farmaci immunoterapici, su 125 pazienti con recidiva di mesotelioma avanzato, presentato al congresso.

Amianto killer, contro il mesotelioma l'immunoterapia l'arma in più
LO STUDIO -
MAPS-2 è il più ampio trial clinico a studiare gli effetti terapeutici del nivolumab e di altri farmaci simili sul mesotelioma pleurico, ma ce ne sono altri in corso che indagano gli inibitori di checkpoint immunitario, sia come trattamento di seconda o terza linea, sia di prima linea contro questa forma di cancro. ”Le cellule del mesotelioma costruiscono un microambiente che le protegge dagli attacchi del sistema immunitario”, ha dichiarato Arnaud Scherpereel, responsabile del dipartimento di Oncologia polmonare e toracica dell’Ospedale universitario di Lille e primo autore dello studio. “Per questa ragione le terapie che portano il microambiente tumorale da uno stato di soppressione immunitaria a uno di attivazione potrebbero mantenere le loro promesse nella cura del mesotelioma pleurico maligno”. "Questi risultati – ha commentato Sabel serviranno come base di partenza per migliorare le prospettive dei pazienti che ne soffrono".

I DATI - I dati preliminari ottenuti sui primi 108 pazienti arruolati sono incoraggianti: indicano, infatti, che il tasso di controllo della malattia (vale a dire la percentuale di pazienti in cui il cancro si è ridotto o non è cresciuto) tra chi è stato trattato con solo nivolumab è stato del 44%, e tra quelli che hanno ricevuto i due farmaci insieme – nivolumab e ipilimumab – del 50%. In entrambi i casi superiore al 30% ottenuto con altri trattamenti. I tumori si sono ridotti nel 17% dei pazienti trattati con nivolumab, e nel 26% di quelli che hanno ricevuto la combinazione. Dopo 10,4 mesi di trattamento, è stato effettuato un folow up, dal quale è risultato che la sopravvivenza senza progressione della malattia è stata di 4 mesi per i pazienti che avevano un solo medicinale e di 5 mesi e mezzo per chi era stato trattato con due i farmaci. Gli effetti avversi sono stati per la maggior parte lievi; eventi gravi si sono verificati nel nel 18% dei pazienti del gruppo nivolumab-ipilimumab e nel 10% del gruppo nivolumab.

COS'E' IL MESOTELIOMA - Il mesotelioma è una neoplasia che origina dal mesotelio, lo strato di cellule che riveste le cavità sierose del corpo: pleura, peritoneo, pericardio, cavità vaginale dei testicoli. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati del tumore si riferisce a mesotelioma pleurico, ed è correlata all'esposizione alle fibre aerodisperse dell'amianto (asbesto), con una latenza temporale particolarmente elevata - quindici-quarantacinque anni - e un decorso di uno-due anni. Il mesotelioma pleurico rappresenta l’80-90% di tutti i mesoteliomi ed è fortemente correlato all’esposizione all’amianto. È una neoplasia  abbastanza rara, che più o meno rappresenta l’1 per cento di tutti i casi di tumore. Ma è piuttosto cattiva. Il cancro della membrana fibrosa, la pleura, che riveste i polmoni e la cassa toracica, concede infatti una speranza di vita media di soli 13-15 mesi, e si associa a una percentuale di ricadute molto alta, nel 50% dei casi a soli sei mesi dalla sospensione dei trattamenti. Numeri o davvero bassi in un caso, e francamente alti nell'altro. Il fatto è che i sintomi del mesotelioma pleurico si manifestano quando il tumore è in fase avanzata, raramente al I o II secondo stadio. Inoltre, non esiste uno screening.
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