La verità dell'Airc sulla carne rossa: insaccati e salumi sotto processo

09 ottobre 2017 ore 8:38, Micaela Del Monte
Carne rossa sì, carne rossa no. Quanto fa male veramente alla salute? La domanda rimbalza spesso online e la risposta questa volta ha provato a darla l'Airc, l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro. In una nota infatti l'associazione ha detto la sua sulla questione tirata fuori qualche tempo fa dall'organizzazione mondiale della sanità che  aveva lanciato l'allarme su una probabile correlazione tra il consumo eccessivo di carne rosse e il sorgere di alcune forme tumorali.

La verità dell'Airc sulla carne rossa: insaccati e salumi sotto processo
CARNE E' "RISCHIOSA"
In sostanza, secondo l'Airc, l'eccessivo consumo di carne rossa più fare male, ma solo nel caso di insaccati, i salumi e la carne in scatola. Come riporta IlMattino.it "Un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto di carni rosse lavorate (salumi, insaccati e carne in scatola), che aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori”, ha fatto sapere l'Airc.

PERCHE'
Poi l'associazione mette a fuoco le caratteristiche delle proteine: "Quelle animali sono costituite dalle stesse molecole chimiche di quelle vegetali, gli amminoacidi. A far male, nel caso di consumo eccessivo, è il modo in cui interagiscono con l’organismo: ad esempio la conservazione, nel caso delle carni lavorate, o le modalità di cottura, che modificano le molecole presenti rendendole potenzialmente dannose per la salute". E ancora: "Nel processo si formano anche sostanze, come le ammine eterocicliche, potenzialmente tossiche e cancerogene".

Infine si legge sul sito dell'associazione per la ricerca che “tra i tumori il rischio aumenta soprattutto per quelli dell'apparato gastro-intestinale, come il cancro al colon-retto e allo stomaco, ma anche per alcuni tumori "ormone-dipendenti" come quello al seno, alla prostata e all'endometrio".

INCISIVITA' CARNE ROSSA
Un'analisi condotta nel 2011 dal World Cancer Research Fund ha stimato che un consumo elevato di carni rosse lavorate aumenta del 17% il rischio individuale di ammalarsi di cancro del colon. Si tratta però del cosiddetto rischio relativo, che va cioè rapportato al rischio reale (rischio assoluto) del singolo individuo. Facciamo un esempio: se una persona non ha familiarità per il cancro del colon e per il cancro in generale, ha abitudini di vita salutari (non fuma, fa esercizio fisico) ma è consumatrice frequente di salumi, accrescerà il suo rischio di ammalarsi del 17%, ma il suo rischio resterà comunque molto basso per tutte le ragioni esposte. Il 17% di un numero piccolo è un numero ancora più piccolo, e quindi in termini assoluti quella persona non avrà modificato di molto il proprio rischio di ammalarsi di cancro al colon.
caricamento in corso...
caricamento in corso...