Morte di Adele, il giallo dei messaggi WhatsApp cancellati dal fidanzato

01 agosto 2017 ore 17:25, Americo Mascarucci
Il fidanzato di Adele, la 16enne morta a Genova dopo aver ingerito una pasticca di droga, una potente metanfetamina che le avrebbe provocato un arresto cardiaco, pare abbia cancellato i messaggi che si sarebbe scambiato su WhatsApp con il pusher che avrebbe fornito la pasticca letale. Anche per questo motivo il Gip di Genova avrebbe confermato il carcere per il ragazzo sulla base della possibilità che, come già fatto, possa inquinare le prove. In carcere con il fidanzato è finito anche un amico. Entrambi sono accusati di spaccio di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato. In pratica avrebbero causato la morte di Adele proprio per la loro presunta attività di spacciatori.
Morte di Adele, il giallo dei messaggi WhatsApp cancellati dal fidanzato

I MESSAGGI CANCELLATI
Stando agli inquirenti, il fidanzato si sarebbe affrettato a cancellare i messaggi scambiati col pusher fornitore della droga proprio mentre la ragazza lottava fra la vita e la morte. Poche ore dopo infatti gli inquirenti sequestravano al giovane il cellulare. Stando a quanto trapelato i messaggi cancellati pare non contenessero informazioni precise sulla droga, ma il ragazzo avrebbe deciso di eliminarli per prudenza dopo che Adele era stata colta da malore. Una misura precauzionale insomma, adottata a detta della Polizia, nel tentativo di sviare i sospetti o comunque evitare che si potesse in qualche modo risalire all'attività di spaccio.
Il Gip ha motivato l'esigenza cautelare, oltre che sul rischio di inquinamento delle prove, anche perché i due arrestati non avrebbero mostrato "alcuna concreta capacità di ravvedimento, autocontrollo e di riflessione sulla gravità del fatto compiuto"
Pare che i due si siano poi inguaiati a vicenda fornendo versioni differenti e contrastanti su quanto accaduto quella notte. Inoltre la fidanzata dell'altro li avrebbe smentiti entrambi negando di aver dato ad Adele i soldi per acquistare la pasticca. 
Gli uomini della Squadra mobile di Genova ieri hanno effettuato una perquisizione a casa di un 20enne originario dell’Ecuador, indicato come il fornitore di droga dallo spacciatore di 17 anni che ha venduto le pasticche al gruppo di amici. Al vaglio anche le immagini di telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali vicino a via San Vincenzo, dove la 16enne si è accasciata priva di sensi. 

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