Cardiopatica in dialisi muore al Cervello: parenti "assediano" reparto

01 settembre 2017 ore 10:58, Americo Mascarucci
Momenti di tensione all’ospedale “Cervello” di Palermo dove ua paziente è morto durante una dialisi. Il decesso ha riguardato una donna di 58 anni. Una cinquantina di familiari sono sopraggiunti nel reparto e hanno inscenato un’autentica rivolta accusando i medici di aver provocato la morte della loro congiunta. Hanno iniziasto ad inveire contro i medici che avevano in cura la donna fino a mettere a soqquadro l'intero reparto e minacciando di sfasciare tutto. In breve tempo è diventato impossibile per gli operatori sanitari svolgere il loro lavoro. Sono dovute intervenire tre volanti della Polizia per riportare la calma. Alcuni organi d'informazione riferiscono di danni ingenti provocati dalla furia dei pazienti ma su questo le versioni sono discordanti. La tensione in ogni caso c'è stata e a subire la protesta dei familiari oltre che gli operatori del reparto sono stati anche gli altri pazienti ricoverati, terrorizzati del fatto che la protesta potesse degenerare in veri e propri atti di violenza.
Cardiopatica in dialisi muore al Cervello: parenti 'assediano' reparto

LA DIFESA DELL'OSPEDALE
La donna, cardiopatica e già sottoposta ad un intervento al cuore l'anno scorso, era stata ricoverata il 25 agosto. "Durante la dialisi  - spiegano dalla direzione sanitaria del Cervello - sono sorte complicazioni cardiache che hanno richiesto il trasferimento a Cardiologia, all'unità terapia intensiva coronarica, giorno 29. E' stata assistita immediatamente, le è stato subito impiantato un pacemaker temporaneo e ha continuato a fare la dialisi nel reparto. E' stata monitorata costantemente - precisano dall'ospedale - con la massima attenzione e professionalità da parte dei medici del reparto. Ieri la situazione è peggiorata. Tre medici cardiologi l'hanno assistita e per più di un'ora hanno effettuato un intervento di rianimazione, terminato il quale non si è potuto fare altro che constatarne il decesso. Tutta l'assistenza alla signora, lo ribadiamo, è stata eseguita nel più pieno e scrupoloso rispetto delle procedure e con estrema professionalità da parte dei medici del reparto".

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