La piccola Yara non ha pace: le accuse alla difesa di foto tarocca

10 luglio 2017 ore 17:04, intelligo

“È una foto tarocca, tarocchissima”. Ha urlato così l’avvocato Andrea Pezzotta, legale insieme a Enrico Pelillo della famiglia di Yara Gambirasio, durante la terza udienza del processo d’appello nei confronti di Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per il brutale delitto della giovane.  

La piccola Yara non ha pace: le accuse alla difesa di foto tarocca
La foto in questione è stata presentata dall’avvocato Claudio Salvagni, difensore insieme a Paolo Camporini del carpentiere di Mapello, che mostra ripresa dal satellite il campo di Chignolo d’isola in cui è stata ritrovato il cadavere della ragazzina, risalente al gennaio 2011. Secondo il legale, il corpo non si vedrebbe, e questo sarebbe la prova che Yara è stata uccisa in un altro luogo e poi trasportata lì in un secondo momento, a differenza di quanto stabilito dall’inchiesta. Da qui l’ira del legali di Yara: “Siamo ben oltre il limite e mi riservo un esposto", immediatamente richiamato dal giudice Enrico Fischetti.

Presenti, come nelle precedenti udienze, la moglie di Bossetti, Marita Comi e la madre e la sorella del muratore accusato dell'omicidio della piccola Yara Gambirasio, Ester Arzuffi e Laura Letizia Bossetti. "Per aver una prova che comporta l'ergastolo per una persona bisogna rispettare le regole imposte dalla comunità scientifica che ci sta guardando" ha detto l'avvocato Salvagni. Il legale è tornato sulla questione del riconoscimento genetico per approfondire, e possibilmente smontare, la "prova regina" in base alla quale Bossetti è stato condannato: il Dna di Bossetti, che è stato ritrovato sugli indumenti della vittima. Una "prova" che, ha detto, presenta "261 criticità", a partire dall'utilizzo di alcuni kit di rilevazione. Salvagni si è affidato a una tabella per evidenziare le presunte criticità. Il legale ha sottolineato "ci sono campioni esaminati nello stesso giorno con risultati non uniformi, campioni per i quali non è stata effetuata ripetizione, altri per i quali sono stati usati kit scaduti".

Intanto il 14 luglio si attendo le repliche e il 17 la camera di consiglio per la sentenza.

autore / intelligo
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