Pedofilo si finge ragazza e istiga 17enne ad abusare del fratellino: arrestati

11 ottobre 2017 ore 12:04, Micaela Del Monte
Aveva conosciuto una ragazza sul web che poi era diventata la sua "fidanzata virtuale". Così un ragazzino di 16 anni pur di fare colpo ha seguito ogni sua indicazione, come anche abusare sessualmente per mesi del fratello più piccolo.
Dietro alla presunta 17enne si nascondeva però un pedofilo seriale. 

Pedofilo si finge ragazza e istiga 17enne ad abusare del fratellino: arrestati
Oggi il minore è stato estradato in Italia, dopo che la Polizia di Stato aveva disposto un mandato di arresto europeo e arrestato il pedofilo 40enne. Il ragazzino frattempo infatti aveva però lasciato il Paese con la famiglia. Il ragazzo è stato raggiunto in Gran Bretagna da un ordine di arresto europeo. L’adolescente dovrà infatti rispondere dei reati di violenza sessuale su minore, atti sessuali con minore e divulgazione di materiale pedopornografico, aggravati dall’abuso di relazioni domestiche.

L'ACCADUTO
Tutto era iniziato appunto con un'amicizia nata su Facebook tra un adolescente lombardo e un´apparente "ragazza di diciassette anni, piuttosto avvenente", che prima lo aveva sedotto in Rete e poi lo aveva indotto ad abusare sessualmente del fratellino, dieci anni più piccolo, e a inviarle il materiale pedopornografico realizzato. Dalle indagini su computer e cellulare dell'uomo, era emerso che il 40enne, nascondendosi dietro un falso profilo, aveva intrapreso amicizie virtuali con minori, prevalentemente di sesso maschile. Una volta ottenuta in chat la fiducia degli adolescenti con i quali veniva via via in contatto, otteneva da loro i numeri di cellulare. Dalle analisi delle chat sono anche emerse foto del ragazzo stesso in atteggiamenti sessualmente espliciti, ma si era anche spinto, dopo qualche resistenza iniziale, ad esaudire le sue richieste di coinvolgere negli atti sessuali anche il suo fratellino.

LE INDAGINI
Ed'è stato proprio attraverso l’attività di analisi dei dispositivi a suo tempo sequestrati all’uomo, un single disoccupato, la Sezione Polpost di Verona era riuscita a risalire alla vicenda riguardante i due fratelli. L’attività d’indagine, nelle diverse fasi, è stata condotta da personale delle Sezioni Polizia Postale e delle Comunicazioni di Verona e Mantova, sotto la direzione del Compartimento di Venezia, e coordinate dal Servizio Polizia Postale delle Comunicazioni, con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e della Polizia di Frontiera di Roma Fiumicino. Sono in corso ulteriori approfondimenti per accertare se il minore abbia inviato ad altri utenti i file pedopornografici autoprodotti e se vi siano responsabilità concorsuali da parte dei componenti della famiglia per le condotte di abuso.
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