"Insidia mia moglie", e il benzinaio dà fuoco al clochard: il VIDEO choc

12 marzo 2017 ore 13:16, Adriano Scianca
Un atto criminale e terribile dettato dalla gelosia. È per questo che a Palermo Marcello Cimino, clochard di 45 anni, è stato bruciato vivo. Il suo assassinio ha già confessato: si tratta di Giuseppe Pecoraro, un benzinaio di 45 anni. Secondo indiscrezioni l'uomo, fermato dalla polizia dopo un interrogatorio con l'accusa di omicidio volontario, avrebbe agito per gelosia. 

'Insidia mia moglie', e il benzinaio dà fuoco al clochard: il VIDEO choc

Pecoraro si era da poco separato dalla moglie e sospettava che quest'ultima avesse una storia con il barbone. La vittima dormiva all'interno della missione San Francesco, in piazza Cappuccini, sotto un portico. Quando ai vigili del fuoco è stato segnalato un incendio nella zona, sono intervenuti e hanno trovato il corpo carbonizzato del senzatetto. Il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti ha confermato che Pecoraro avrebbe commesso il delitto per motivi passionali. “Pensava che Cimino gli insidiasse la moglie - ha spiegato -. Tra i due c'era stata una lite qualche giorno prima, nella piazza vicina alla Missione San Francesco dei Cappuccini dove è avvenuto il delitto”. 

Gli agenti della squadra mobile, che erano già sulle tracce dell'assassino, non lo hanno trovato in casa ma per strada, con la barba fatta e con alcune bruciature sulla mano e in altre parti del corpo che cercava di nascondere. Di fronte alle contestazioni degli investigatori, che gli chiedevano in particolare l'origine di quelle ustioni, Pecoraro inizialmente ha tentato di giustificarsi dicendo di essersi bruciato “con la macchinetta del caffè”. Ma dopo qualche ora è crollato e ha confessato: “È vero sono stato io”. "Papà non meritava questo", ha urlato una delle figlie della vittima. Il padre, ex idraulico, separato da tre anni, aveva una casa ma aveva deciso di vivere per strada.

 
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