Eutanasia Loris Bertocco sui social. Il nuovo Dj Fabo: "Solo e senza aiuto"

12 ottobre 2017 ore 11:57, Micaela Del Monte
Dopo il caso di Dj Fabo torna a far parlare la questione del biotestamento e del suicidio assistito. A riaccendere la questione è Loris Bertocco che ha deciso di volare in Svizzera per porre fine alle sue sofferenze dovute ai 40 anni di paralisi e soprattutto all'abbandono subito dalla società e dalla sanità. Queste infatti le ragioni raccontate in una lettera pubblicata questa mattina: 

Eutanasia Loris Bertocco sui social. Il nuovo Dj Fabo: 'Solo e senza aiuto'
"Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile. Sono arrivato quindi ad immaginare questa scelta, cioè la richiesta di accompagnamento alla morte volontaria, che è il frutto di una lunghissima riflessione".
  

Questo è solo il primo passaggio del lungo memoriale che Loris Bertocco, 59enne paralizzato in seguito a un incidente dai 18 anni e cieco dai 38, ha affidato a Corriere della Sera e Repubblica per spiegare la sua volontà di scegliere il suicidio assistito in Svizzera. "E' infatti una scelta che sto meditando da molto tempo e alla quale sono giunto progressivamente ma in modo irreversibile - aggiunge - Io sono stato e sono ancora convinto che la vita sia bella e sia giusto goderla in tutti i suoi vari aspetti, sia quelli positivi che quelli negativi. Questo è esattamente quello che ho fatto sempre nonostante l'incidente che ho avuto e le difficoltà di tutti i tipi che questo mi ha creato. Non ho mai rinunciato a niente di tutto quello che potevo fare, nonostante gli ostacoli che ho trovato e che spesso grazie alla mia forza di volontà e all'aiuto delle persone che mi sono state vicine e mi hanno voluto bene sono riuscito ad affrontare. Credo in questo momento che la qualità della mia vita sia scesa sotto la soglia dell'accettabilità e penso che non valga più la pena di essere vissuta. Credo che sia giusto fare questa scelta prima di trovarmi nel giro di poco tempo a vivere in un istituto e come un vegetale, non potendo nemmeno vedere, cosa che sarebbe per me intollerabile. Proprio perché amo la vita credo che adesso sia giusto rinunciare ad essa vista la sofferenza gratuita sia fisica che spirituale che stanno progressivamente crescendo senza possibilità di revisione o di risoluzione positiva”. 

"Il muro contro il quale ho continuato per anni a battermi è più alto che mai e continua a negarmi il diritto ad una assistenza adeguata", scrive Bertocco che si chiede: "Perché è così difficile capire i bisogni di tante persone in situazione di gravità, perché questa diffidenza degli amministratori, questo nascondersi sempre dietro l'alibi delle ristrettezze finanziarie, anche quando basterebbe poco, in fondo, per dare più respiro, lenimento, dignità?". Per questo "il mio impegno estremo, il mio appello, è adesso in favore di una legge sul 'testamento biologico' e sul 'fine vita' di cui si parla da tanto, che ha mosso qualche passo in Parlamento, ma che non si giunge ancora a mettere in dirittura d'arrivo - chiede - Il mio appello è che si approvi al più presto una buona legge sull'accompagnamento alla morte volontaria (ad esempio, come accade in Svizzera), perché fino all'ultimo la vita va rispettata e garantita nella sua dignità".

A parlare del caso Bertocco è stato il coordinatore Mdp Roberto Speranza invita il Parlamento ad approvare subito la legge per il biotestamento alla luce della drammatica lettera aperta pubblicata da alcuni quotidiani in cui il disabile Loris Bertocco, paralizzato da 40 anni e ormai quasi non vedente, ha annunciato la decisione di sottoporsi ad eutanasia a Zurigo, in Svizzera, non potendo ricevere in Italia dallo Stato l'assistenza che gli è necessaria per sopravvivere. "Sul testamento biologico non si può aspettare neanche un giorno. Le parole di Loris Bertocco sono drammatiche. Aprano gli occhi a tutti", ha scritto su Twitter Speranza. "Sul testamento biologico non si può aspettare neanche un giorno. Le parole di Loris BERTOCCO sono drammatiche. Aprano gli occhi a tutti". Così via Twitter il leader di Articolo Uno - Mdp Roberto Speranza commentando la lettera di BERTOCCO pubblicata oggi su Repubblica.   Del caso ha parlato questa mattina anche Mario Adinolfi nella diretta Facebook di Stampa&Vangelo: "Nel lunghissimo memoriale di Bertocco leggo tutt'altro, leggo di condizioni fisiche deteriorate da molti anni mentre l'evento che innesca la spirale di vuoto che conduce al suicidio è l'essere stato lasciato dalla moglie prima e dalla più fidata badante poi. Con un dettaglio agghiacciante. Concita De Gregorio riceve il memoriale mentre Loris è ancora in vita. Io se vedo un uomo sulla balaustra che sta per uccidersi chiamo le forze dell'ordine affinché lo salvino. Perché la giornalista non ha chiamato l'ambasciata italiana per impedire questo ennesimo omicidio svizzero? Scrivi che Loris era già "in clinica". Non sono cliniche, sono orrendi appartamentini di associazioni che lucrano tanti soldi sulla disperazione dei più deboli. E osate dire che il movente di Loris era economico e ci vorrebbe una legge come quella svizzera? Pazzi". 

 

Queste invece le reazioni del web alla decisione di Loris di porre fine alla sua esistenza per troppa sofferenza:
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