Ridotta in schiavitù dal padre e venduta come sposa: libera col wi-fi

14 settembre 2017 ore 14:06, Americo Mascarucci
Tenuta segregata per quattro anni dal padre e venduta come sposa a uno sconosciuto. Costo della transazione 15mila euro con l’obbligo di mantenere la verginità, dimagrire e imparare a fare le faccende domestiche, pena il rifiuto da parte del futuro marito. Per questa ragione la piccola sarebbe stata costretta a vivere alla stregua di una prigioniera, guardata a vista, controllata in ogni minimo movimento, privata della possibilità di comunicare con l'esterno. La ragazza, oggi 17enne, originaria dell’Est Europa ma residente a Firenze, è riuscita a salvarsi chiedendo aiuto attraverso la chat di un gioco per smartphone.  La squadra mobile ha arrestato il padre, un 49enne serbo.
Ridotta in schiavitù dal padre e venduta come sposa: libera col wi-fi

I FATTI
"Il padre della bambina ha esercitato per anni poteri corrispondenti al diritto di proprietà - spiegano gli inquirenti - fin dall'età di 13 anni, è stata promessa in sposa a un connazionale residente, con la propria famiglia, in Francia". L'accordo, raggiunto con il padre del ragazzo circa quattro anni fa, pare prevedesse che la minorenne sarebbe dovuta andare in sposa al giovane in cambio del pagamento di 15mila euro.
Dalle indagini sarebbe emerso che dieci mesi dopo l'accordo, la famiglia del futuro sposo sarebbe tornata in Italia per suggellare il fidanzamento e in quell'occasione sarebbero stati versati, quale anticipo, 4.000 euro concordando che la ragazza avrebbe dovuto essere portata in Francia entro il settembre 2017.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sembra che la piccola vivesse segregata in casa al quartiere Le Piagge e vigilata a vista dai familiari, uscendo esclusivamente coi parenti e solo per accompagnarli a fare la spesa e altre piccole commissioni. Non poteva telefonare, nè inviare i messaggi e l'unico svago che le era stato concesso era giocare off line 

LA SVOLTA
Sembra che durante alcune brevi uscite coi familiari, la ragazzina sia riuscita ad agganciare un wi-fi free, utilizzando così la chat interna al gioco per comunicare con l'esterno. Così ha potuto raccontare ad un ragazzo con cui giocava in rete la sua situazione di reclusa. Da qui quindi le indagini culminate con l'arresto del padre e la scoperta del contratto di matrimonio. Sembra che ad allertare le forze dell'ordine la segnalazione di un centro anti-violenza che a sua volta aveva ricevuto la segnalazione del caso da un soggetto residente in Sicilia. Probabilmente il ragazzo con cui la 13 giocava in rete.

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