Omicidio Cernusco, preso complice dell'ex: lavoro, bar e giù nella cava

16 dicembre 2016 ore 9:27, intelligo
Sembra avviarsi verso una rapida conclusione il giallo dell'omicidio di Cernusco, con la vittima ritrovata in una cava. Il movente passionale, da subito considerata la pista principale dagli inquirenti, potrebbe aver dunque già portato a una soluzione del caso.

Come riporta l'Ansa, sarebbe andato a lavorare la mattina dopo avere commesso il delitto, come niente fosse accaduto, Mario Marcone, fermato ora dai carabinieri con l'accusa di avere ucciso con un colpo di pistola la compagna Gabriella Fabbiano la sera del 30 novembre a Cernusco sul Naviglio, nel milanese. Il 42enne, operatore ecologico, avrebbe ucciso la 43enne nella sua auto, per poi disfarsi dell'arma e trasportarla nel suo appartamento a Pioltello.
Nella tarda mattinata del giorno dopo, finito il turno di lavoro, avrebbe incontrato in un bar di Cernusco un amico, a cui avrebbe confessato di avere commesso il delitto e a cui avrebbe chiesto aiuto per nascondere il cadavere. Nella giornata di sabato 3 dicembre il complice, anche lui fermato con l'accusa di soppressione del cadavere, concorso in porto illegale d'armi e favoreggiamento personale, lo avrebbe aiutato a gettare il corpo della donna nel laghetto della cava a Cernusco sul Naviglio, dove è stata poi ritrovata. Nell'interrogatorio davanti agli inquirenti, scrive sempre l'Ansa, Marcone, difeso dal legale Matilde Sansalone, ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee in cui avrebbe sostanzialmente ammesso il delitto. Il movente dell'omicidio sarebbe stato quello della gelosia, forse causata dai molti amanti della donna avuti nell'ultimo periodo. Di certo sono ancora molti i particolari che devono essere chiariti. 

Omicidio Cernusco, preso complice dell'ex: lavoro, bar e giù nella cava
Come riporta Il Fatto Quotidiano, i militari avrebbero ascoltato oltre 50 persone, di cui due sono state fondamentali per le indagini. Hanno infatti raccontato di aver ricevuto da Marcone la richiesta di un cilindro metallico da usare per creare un silenziatore per pistola, arma che avrebbe inoltre mostrato ad almeno due persone. La pistola usata per l’omicidio, però, non è stata ancora ritrovata.
Il presunto complice ha un'abitazione a cento metri dalla cava di Cernusco sul Naviglio dove è stato rinvenuto il cadavere che avrebbero provato a nascondere gettandolo nel laghetto legato a dei massi.
autore / intelligo
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