Incendio Londra, Marco e Gloria sono morti: l'ultima telefonata

17 giugno 2017 ore 12:09, Micaela Del Monte
La brutta notizia era attesa da qualche ora, ma ora arriva la conferma: Gloria e Marco sono morti nell'incendio della Grenfell Tower di Londra. La conta dei morti però non è ancora definitiva e allo strazio si aggiunge la drammatica consapevolezza, che a tanti dei corpi rimasti intrappolati nell'inferno della Grenfell Tower non si potrà mai dare un nome. 

I NUMERI - Complessivamente, nell’incendio sono morte almeno 30 persone, mentre i feriti sono 34: la polizia dice che il numero dei morti aumenterà, dato che almeno 70 persone sono disperse e 12 dei 24 feriti ancora ricoverati sono in condizioni gravi. Finora la polizia di Londra ha comunicato l’identità di tre dei trenta morti, in aggiunta a quella di Trevisan e Gottardi. Il comandante della polizia Stuart Cundy ha detto di sperare che il bilancio finale "non raggiunga le tre cifre".

Incendio Londra, Marco e Gloria sono morti: l'ultima telefonata
L'UFFICIALITA' -
L'orrenda notizia della morte dei due giovani veneti è arrivata nel pomeriggio di ieri nelle case delle due famiglie, a Camposampiero (Padova) e San Stino di Livenza (Venezia), con una telefonata della Farnesina. È stato l'avvocato della famiglia Trevisan, Maria Cristina Sandrin, a comunicarlo. "Chiediamo a questo punto che vengano spenti i microfoni e le telecamere su questa vicenda e che venga rispettato il dolore di queste due famiglie", ha detto il legale. E poco l'ulteriore conferma  della Farnesina: "Per le autorità britanniche la lista dei dispersi è ormai divenuta la lista delle vittime e i nomi di Gloria Trevisan e Marco Gottardi risultano nell'elenco".

ADDIO IN DIRETTA - Un esito sul quale ormai non c'erano più dubbi già da ieri, quando i pompieri della capitale britannica avevano confermato che non c'erano più possibilità di trovare persone vive tra le macerie del grattacielo di North Kensington. Marco e Gloria, 27 e 28 anni, architetti, abitavano al 23/o e penultimo piano della torre, e quella tragica notte hanno capito subito che la loro sarebbe stata una trappola mortale. "Mamma, mi sono resa conto che sto morendo. Grazie per quello che hai fatto per me". Poi, l’addio: "Sto per andare in cielo, vi aiuterò da lì" ha salutato gloria prima di scomparire. Al telefono, così, hanno raccontato ai genitori in una sorta di diretta disperata la paura per le fiamme che si avvicinavano, e li hanno salutati per l'ultima volta. "Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dandosi un addio" aveva spiegato ancora ieri l'avvocato Maria Cristina Sandrin.

CONTINUANO LE INDAGINI - Le indagini sulle cause dell'incendio continuano. Il capo della polizia Cundy, nella sua conferenza stampa di ieri ha affermato che non ci sono elementi per stabilire se si sia trattato di un incendio doloso e ha continuato dicendo che il lavoro degli inquirenti durerà settimane. Intanto tutti i superstiti ricoverati negli ospedali sono stati identificati. Inoltre, ieri, la premier Theresa May, dopo la sua visita al luogo della tragedia, ha annunciato che farà aprire un'inchiesta per accertare le cause e le responsabilità di quanto accaduto. Secondo le prime ipotesi investigative, il rivestimento del grattacielo non sarebbe stato resistente alle fiamme e avrebbe favorito il loro propagarsi velocemente per tutti i piani dello stabile. Questo tipo di rivestimento sarebbe stato meno costoso di quello ignifugo, ma non completamente in linea con le norme di sicurezza. Secondo quanto afferma la Bbc, questo tipo di rivestimento negli Usa sarebbe vietato per strutture più alte di 12 metri, quindi già molto più basse della Grenfell Tower, e sarebbe stato lo stesso utilizzato in grattacieli in Francia, Australia ed Emirati Arabi teatro di terribili incendi propagatisi altrettanto velocemente. La ditta che ha portato avanti i lavori di ristrutturazione nel 2015, però, assicura di aver rispettato tutte le norme.

LE PROTESTE - Ieri molte persone hanno protestato contro il governo per come è stata gestita l’emergenza dopo l’incendio e hanno chiesto più informazioni per le famiglie di morti e feriti. Anche per oggi sono in programma delle manifestazioni di protesta. Theresa May è stata criticata anche per non essere andata a incontrare subito le persone sopravvissute all’incendio, come hanno fatto Khan e il leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn. Oggi la regina Elisabetta II, che ieri ha fatto una visita al centro di accoglienza per le persone sfollate a causa dell’incendio, ha diffuso un messaggio, come fa ogni anno in occasione del suo “compleanno ufficiale” (che non è quello vero), e che quest’anno cade il 17 giugno. Nel messaggio la regina ha ricordato le "terribili tragedie" avvenute negli scorsi mesi nel Regno Unito e ha detto: "Messo alla prova, il paese è stato deciso nell’affrontare le avversità. Uniti nel lutto siamo determinati, allo stesso modo, a sostenere chi è stato colpito e ha subito delle perdite a ricostruire la propria vita".
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