Caso Yara, l'ergastolo a Bossetti in 380 pagine: le prove oltre il dna

17 ottobre 2017 ore 10:29, Americo Mascarucci
E' racchiusa in 380 pagine la motivazione che ha portato i giudici della Corte d'appello d'assise di Brescia a confermare la condanna all'ergastolo, già inflitta in primi grado a Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di essere l'assassino di Yara Gambirasio. In base a quanto riportato nero su bianco dai giudici di secondo grado non vi sarebbero dubbi sulla colpevolezza dell'uomo e sul fatto che abbia agito con efferatezza e crudeltà contro la ragazzina al punto da respingere la richiesta dei legali di Bossetti circa l'esigenza di una superperizia sul dna isolato sul corpo di Yara.
Caso Yara, l'ergastolo a Bossetti in 380 pagine: le prove oltre il dna

LE MOTIVAZIONI
Nelle 380 pagine si legge che il muratore di Mapello avrebbe tenuto un "comportamento orribile" che si sarebbe sostanziato "in sofferenze non necessitate inflitte alla vittima con lo specifico intento di vederla soffrire agendo con crudeltà". Bossetti secondo i giudici di appello avrebbe così "dato prova di un’indole malvagia, priva del più elementare senso di umana pietà. Ha colpito più volte, con azione prolungata, vigliaccamente e senza alcun segno di ravvedimento". Il movente sarebbe nelle avances sessuali avanzate dall'uomo e respinte da Yara,

NO A SUPERPERIZIA
I giudici di secondo grado spiegano anche perché hanno respinto la richiesta di una superperizia avanzata dai difensiri dell'imputato sul dna rinvenuto sugli indumenti della vittima. La superperizia a detta dei giudici non può essere eseguita a causa della scarsità del materiale biologico. Ma ad ogni modo per  la Corte d'assise d'appello di Brescia la superperizia non sarebbe necessaria ai fini dell'accertamento della colpevolezza di Bossetti. Per il collegio giudicante infatti, i rilievi dei difensori circa "una violazione dei principi del contraddittorio e delle ragioni difensive riguardo alla prova del Dna" sarebbero immotivate e infondate. 
"Quello che è certo – scrive infatti il presidente – è che non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni e quindi una eventuale perizia sarebbe un mero controllo tecnico sul materiale documentale e sull’operato del Ris. Il profilo genetico di Ignoto 1 rimasto sulla vittima coincide con quello del muratore di Mapello. La presenza del Dna nucleare è stata riscontrata in 71 tracciati su 104 e per 71 volte ha fornito l’impronta genetica della stessa persona". 
Non c'è scampo dunque per Bossetti? I difensori insistono nel dire che a mettere in forte dubbio la colpevolezza dell'imputato sarebbe l’assenza nella traccia del dna mitocondriale dell’imputato, particolare che per i giudici sarebbe però del tutto irrilevante ai fini identificativi. Dna a parte i giudici evidenziano poi come tutte le prove raccolte condicano in una sola direzione, ossia verso Massimo Bossetti. Ora l'ultima parola spetterà ai giudici di Cassazione. 

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