Avetrana, Misseri choc su Sarah Scazzi: "Quel giorno sono esploso"

19 febbraio 2017 ore 12:22, Adriano Scianca
Approda domani in Corte di Cassazione il delitto di Avetrana, ovvero per l'omicidio, avvenuto il 26 agosto 2010 ad Avetrana (vicino a Taranto, in Puglia) a danno della quindicenne Sarah Scazzi. Per il delitto sono stati condannati in primo grado e poi in appello all'ergastolo dalla Corte d'assise di Taranto, la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano con le accuse di concorso in omicidio volontario premeditato aggravato, mentre Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, è stato condannato alla pena di otto anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove (il furto del cellulare di Sarah). Sono stati inoltre condannati in primo grado a sei anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere con Michele Misseri anche suo fratello Carmine Misseri (pena ridotta a cinque anni e undici mesi in appello) e suo nipote Cosimo Cosma, deceduto il 7 aprile 2014 per un tumore. 

Avetrana, Misseri choc su Sarah Scazzi: 'Quel giorno sono esploso'

CASO MEDIATICO
Il delitto avvenne nella villetta della famiglia Misseri, e la sera stessa il corpo esanime di Sarah venne gettato in un pozzo di campagna dallo zio Michele. Movente dell’omicidio sarebbe stata la gelosia di Sabrina per la cugina così carina, a causa di un ragazzo del paese, Ivano Russo, mentre Cosima non sopportava la nipote per altri motivi. Il caso di Avetrana ha avuto un'enorme eco mediatica e addirittura Concetta Serrano, madre di Sarah, apprese in diretta del ritrovamento del corpo della figlia mentre partecipava a “Chi l’ha visto” e si trovava ospite nella villetta delle due donne che poi sarebbero state condannate come le responsabili di quell'omicidio. 

PARLA MISSERI
A questo caso, quindi, la Cassazione dedicherà domani l'intera udienza con un collegio ad hoc che esaminerà i ricorsi dei sei imputati. Il collegio della Cassazione sarà presieduto da Arturo Cortese e composto da Antonio Cairo (relatore), Toni Adek Novik, il magistrato anticamorra Raffaello Magi e Alessandro Centonze. Per la Procura, ci sarà il Pg Fulvio Baldi, magistrato severo spesso impegnato nei casi di violenze sui minori: dirà se merita conferma la sentenza di 1.277 pagine emessa dalla Corte di Assise il 27 luglio 2015 e depositata con 13 mesi dopo con un ritardo tale che il Guardasigilli Andrea Orlando mandò gli ispettori. Intanto stasera, su “Quarto grado”, torna a parlare “zio Michele”, che ribadisce di essere lui il colpevole, assolvendo ancora una volta moglie e figlia: “Loro stanno soffrendo, in carcere per questo non mi scrivono. Quel giorno sono esploso e purtroppo è incappata quella poveretta. Penso che Sarah mi abbia perdonato
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