Vasto, impazzito di dolore uccide il giovane che investì la moglie

02 febbraio 2017 ore 12:28, Americo Mascarucci
Il dolore per la perdita della moglie lo ha fatto letteralmente impazzire al punto da temere che la giustizia non punisse l'uomo che a suo dire aveva provocato l'incidente in cui la donna era rimasta uccisa. Così ieri Fabio #Di Lello, calciatore molto conosciuto a #Vasto, ha deciso di farsi giustizia da solo, sparando colpi di pistola contro Italo #D'Elisa, 22 anni, che era alla guida dell'auto che investì ad un incrocio, lo scooter su cui viaggiava Roberta Smargiassi. Dopo l'#omicidio, Di Lello si è recato al cimitero lasciando la pistola in una busta di plastica sulla tomba della moglie quasi ad indicare come "giustizia" fosse stata fatta. Poi si è costituito.
Questa tragedia ha avuto inizio il primo luglio del 2016 quando alle 23:40 Roberta Smargiassi, 33 anni, a bordo del suo scooter viene travolta e uccisa da un'auto, una Fiat Punto guidata da Italo D'Elisa.
L'impatto fu molto violento, Roberta fu sbattuta sull'aslfalto e ogni tentativo di salvarla si rivelò vano. 
E qui inizia la guerra giudiziaria.
Vasto, impazzito di dolore uccide il giovane che investì la moglie

Il difensore di D'Elisa pare fosse riuscito a dimostrare che la scatola nera, nel momento dell'incidente, registrasse il mancato superamento dei limiti di velocità e che la vittima non indossasse correttamente il casco.
Ricostruzione questa invece contestata dal legale di Di Lello per il quale a provocare l'incidente era stato il ragazzo nell'attraversare l'incrocio a velocità sostenuta. 
Fatto sta che il marito della vittima pare avesse iniziato ad avere il sospetto che la giustizia scagionasse il 22enne accusato di omicidio colposo o quanto meno lo condannasse ad una pena lieve senza nemmeno andare in carcere, e che la morte di Roberta potesse restare senza un colpevole.
Non ha voluto nemmeno attendere la prima uidienza davanti al Gup fissata per il 21 febbraio dove probabilmente l'imputato avrebbe chiesto il rito abbreviato. 
Ieri l'incontro davanti ad un bar dove i due pare si siano detti qualche parola di troppo, fino a quando Di Lello avrebbe estratto la pistola sparando contro il ragazzo 4 colpi mortali. 
"Dopo aver ucciso Roberta, nell'incidente, Italo D'Elisa non ha mai chiesto scusa, né mostrato segni di pentimento - ha detto l'avvocato Giovanni Cerella difensore di Di Lello - Anzi, era strafottente con la moto: dava fastidio al marito di Roberta e quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi. Fabio era sotto shock - ha aggiunto - era depresso per la perdita della moglie". 
Per i legali di D'Elisa invece quanto avvenuto sarebbe il frutto della campagna di odio che i familiari e gli amici di Roberta avrebbero scatenato contro il ragazzo.  


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