Uccise i genitori della ex, 20 anni a Tagliata: "Era sano di mente"

22 dicembre 2016 ore 23:59, Adriano Scianca
Antonio Tagliata è stato condannato a 20 anni di carcere. Il ragazzo, 19 anni, uccise a colpi di pistola il 7 novembre 2015, ad Ancona, i genitori dell’ex fidanzata minorenne, Fabio Giacconi e Roberta Pierini. Il giudice, tenuto conto delle attenuanti generiche, ha escluso l’ergastolo, partendo da una pena di 24 anni aumentata di sei anni per la continuazione (ricettazione e porto abusivo della pistola Beretta). Ai 30 anni è stato tolto un terzo per la scelta del rito abbreviato con pena finale 20 anni. 

Uccise i genitori della ex, 20 anni a Tagliata: 'Era sano di mente'

È stata comunque esclusa la seminfermità di mente, così come prospettata dal perito Vittorio Melega, e c'è stata, di fatto, un'equivalenza fra le attenuanti generiche (giovane età e costituzione ai carabinieri) e le aggravanti (premeditazione e rapporto di discendenza delle vittime con l’ex fidanzata dell’imputato). L’accusa aveva chiesto proprio di non concedere la diminuente del vizio parziale di mente e di riconoscere la premeditazione, in considerazione delle lettere lasciate ai familiari. Alle parti civili sono state riconosciute provvisionali di risarcimento: 100 mila euro al padre di Giacconi e 50 mila euro ciascuno alla sorella di Giacconi, alla sorella e al fratello della Pierini. Il risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile. La sua ex ragazza, che quando si sono svolti i fatti era sedicenne, era già stata condannata a 18 anni di reclusione per complicità. 

I genitori di lei osteggiavano la relazione, quindi Antonio era giunto nella loro casa per un chiarimento. Qui, però, aveva estratto una calibro 9x21 e aveva sparato prima alla mamma della ragazza, colpendola tre volte, e poi al padre, con cinque colpi. La donna era morta subito, mentre Giacconi, sottufficiale dell'areonautica militare, era rimasto in coma per 24 giorni, prima di morire. Il giovane ha sempre sostenuto di aver "sparato a caso", ma il Gip Antonella Marrone, nell'ordinanza che aveva disposto per la custodia cautelare, aveva dichiarato: "È stata un'esecuzione". Tagliata sostiene che la fidanzata lo avesse istigato, anche se lei ha sempre negato questa versione dei fatti e ha raccontato che tutti erano lì per cercare "un chiarimento". 

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