Blue whale, l’ultimo caso a Reggio Emilia. I consigli ai genitori

24 maggio 2017 ore 11:45, intelligo
Suicidarsi non dovrebbe essere un gioco, ma lo è diventato. Parliamo di blue whale, il social game che sta conducendo al game over molti giovani nel mondo. Esistono casi anche in Italia scoperti dopo che si sono accesi i riflettori sul fenomeno grazie alla denuncia dei giornalisti del programma “Le Iene”. In poco tempo, è salito il numero delle vittime influenzate da questo macabro gioco, l’ultima una giovane di Reggio Emilia, la quale aveva addirittura fissato e condiviso la data del suicidio, che è salvata in extremis dalle amiche. Le coetanee hanno avvertito prontamente gli insegnanti, che hanno evitato la possibilità che la vittima giungesse realmente a suicidarsi. Ed è stata proprio la volontà di far conoscere la data di questo ipotetico suicidio a far scattare subito l’allarme. Anche a Lucca una giovane ha deciso di “tentare” questo gioco, incidendo sul suo braccio la scritta “f57”, cercando un “curatore” per essere seguita nel percorso, nel quale avrebbe coinvolto anche una ragazza di Montecatini Terme. La ragazza di Lucca avrebbe detto ad un suo amico sedicenne, con un messaggio su whatsapp : “Ho deciso di farla finita...”. Il giovane ha percepito il pericolo imminente, recandosi subito da un carabiniere, il quale ha poi convocato la madre della ragazza in caserma.
Blue whale, l’ultimo caso a Reggio Emilia. I consigli ai genitori
L’ideatore- Blue whale è un gioco social ideato da Philipp Budeikin, ex studente di psicologia, il quale ha creato un percorso che, attraverso varie prove, vede come ultimo step quello della morte. Il 22enne, attualmente detenuto in carcere a San Pietroburgo, afferma con fierezza su Metro.co.uk:     
“Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi: un giorno capirete tutti e mi ringrazierete. Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società. Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza».
Il gioco- Il tortuoso percorso è scandito da vari step che gli adepti di Budeikin devono superare. Le cinquanta prove, sono state riportate, nel dettaglio, dal quotidiano “Il Giornale”                                                                                                                                       I precedenti- In Italia questa pericolosa moda trova riscontro in vari casi, sempre più frequenti: a Sarno, cittadina campana, precisamente lunedì 20 Maggio, un ragazzino di undici anni si è recato  in piazza Cinque Maggio, sicché alcuni amici hanno visto la sua sagoma salire le scale che portano alla parte più alta del teatro De Lise. Immediato l’allarme, grazie alle persone presenti in strada. Dopo pochi giorni, un altro caso si è verificato a Pescara, dove una 13enne si è procurata, invece, tagli sulle braccia, tracciando la figura di una balena, la penultima prova del gioco della morte, quella che precede il suicidio. La giovane è stata salvata in tempo grazie alle amiche, le quali hanno lanciato tempestivamente l’allarme, scongiurando il peggio.                                                          L’aiuto- Telefono azzurro ha deciso di fornire un valido supporto ai genitori, per i figli, al fine di scoprire se  sono vittime del gioco della morte Blue Whale.
 1. Contrapponi il fare al pensare: esci, fai qualcosa di semplice, ma rilassante che pensi ti possa far stare meglio. Questo non significa ignorare ciò che ti mette in difficoltà: è importante farlo, ma nel momento più adeguato e con il sostegno di professionisti che ti possano supportare in questo.                                                                                                                                                                      2. Tieni presente che quando ci si sente in estrema difficoltà la percezione delle cose è alterata e si ha la sensazione di non avere vie d’uscita. Ricorda però che si tratta spesso di momenti transitori.                                                                                                                3. Cerca di non stare solo: solitudine ed isolamento rischiano di peggiorare la situazione.                                                                        4. Prova a pensare ad una situazione di difficoltà che sei riuscito a superare in passato. Cosa ti è stato d’aiuto? Quali risorse hai messo in campo? Quali oggetti, comportamenti, idee o persone ti hanno aiutato?                                                                                                5. Prova ad immaginare un ragazzo nella tua stessa situazione: cosa gli diresti per aiutarlo?                                                                    6. Se sai che qualcosa ti fa stare male e pensi di essere in un momento di particolare vulnerabilità, cerca di evitare. Ad esempio, se un luogo ti evoca particolari ricordi negativi, non andarci e, se devi farlo, non andarci da solo.                                                                    7. Chiedere aiuto non è un atto di debolezza: è, invece, un modo molto coraggioso di iniziare un percorso per stare meglio.                8. Informa una persona di tua fiducia di come ti senti: condividere significa anche “dividere con”. Parlare con qualcuno ti aiuterà a costruire più soluzioni proprio quando ti sembra che non ce ne siano. La persona che avrai scelto sarà felice di poterti ascoltare, non vergognarti di raccontare come ti senti, stai facendo un passo molto importante.                                                                                      9. Se sai che un amico o una persona che conosci si auto-lesiona o sta pensando al suicidio, offrigli il tuo sostegno ed il tuo ascolto, ma non assumerti da solo questa responsabilità. Informalo, ad esempio, della possibilità di rivolgersi a Telefono Azzurro, chiamando il numero sempre attivo 1.96.96 oppure attraverso la chat (attiva tutti i giorni dalle 08.00 alle 22.00 – il sabato e la domenica dalle 8:00 alle 20:00).                                                                                                                                                10. Se non dovesse accettare o se tu non fossi sicuro che chiederà un aiuto, prova a contattare tu Telefono Azzurro. Cercheremo insieme una soluzione. Oppure, informa un tuo adulto di riferimento di questa situazione.

di Sofia Nacchia

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