Istanbul, Gay Pride di botte: dopo arresti e lacrimogeni la punizione

26 giugno 2017 ore 10:31, Andrea Barcariol
E' finito tra proiettili di gomma, idranti, lacrimogeni e arresti il Gay Pride a Istanbul. La manifestazione era stata vietata il giorno prima "per ragioni di sicurezza" dalle autorità, ma tanti atttivisti hanno deciso di scendere in piazza ugualmente, nonostante un dispiego massiccio di agenti. Vari attivisti, che scandivano slogan a favore dei diritti degli omosessuali, sono stati arrestati nella strada pedonale Istiklal. Secondo il comitato organizzatore della Settimana dell’Orgoglio Gay di Istanbul, i fermati sono stati obbligati a sentire versi del Corano nelle auto della polizia.  

Istanbul, Gay Pride di botte: dopo arresti e lacrimogeni la punizione
Già dal primo mattino la polizia aveva chiuso numerosi accessi al centro di Istanbul e fermato chiunque avesse una bandiera arcobaleno. Ad annunciare il divieto è stato ieri l’ufficio del governatore, motivando la decisione con «la sicurezza dei turisti e degli stessi partecipanti», dopo che gruppi ultranazionalisti e islamisti hanno minacciato di impedirla. Inoltre, ha dichiarato che non è stata ricevuta la richiesta di autorizzazione formale, affermazione smentita dal comitato organizzatore che ha fatto sapere di averla presentata il 5 giugno. Alla vigilia della manifestazione gli organizzatori avevano rivolto un appello a "non avere paura" e scendere in piazza anche per onorare la memoria di Hande Kader, la trans di 22 anni simbolo del Gay Pride, uccisa lo scorso agosto: "Se sei spaventato, ti cambierai e ti abituerai. Invece dobbiamo mostrare che siamo qui per lottare in nome del nostro orgoglio". Secondo alcune fonti, gli attivisti gay sono stati anche attaccati da gruppi di giovani contrari al corteo e ne sono seguiti dei tafferugli. In segno di solidarietà con l'evento, il consolato olandese ha esposto una bandiera arcobaleno lungo tutta la sua facciata e tra i militanti, riporta la Bbc, erano presenti rappresentanti di diversi governi europei.
Ad Istanbul, la marcia dell’orgoglio Lgbt si celebra dal 2003. Nel 2015, la polizia ha proibito per la prima volta la sfilata e ha disperso i partecipanti con gas lacrimogeni, come nella marcia per i diritti dei transessuali dell’anno scorso, svoltasi sempre a giugno. La Turchia è l’unico Paese musulmano del Medio Oriente dove l’omosessualità non è proibita per legge.

HANDE KADER
E' un'icona del movimento Lgbt turco da quando lo scorso anno ha sfidato gli idranti della polizia che voleva disperdere la parata del Gay Pride di Istanbul. Il suo corpo, dato alle fiamme, è stato ritrovato l'8 agosto scorso a Zekeriyaky, un elegante quartiere di Istanbul. Ci fosse voluti diversi giorni per il rinoscimento. Arnaud Gauthier-Fawas, portavoce dell'associazione Inter-Lgbt-Studio, ha denunciato il "silenzio assoluto delle autorità e dei media turchi sulla vicenda".


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