In Egitto è ancora strage di cristiani copti, dopo le chiese i bus

26 maggio 2017 ore 16:30, Americo Mascarucci
Ormai in Egitto è strage di cristiani: i tempi della pacifica convivenza fra musulani e cristiani sono sempre di più un lontanissimo ricordo. Stamattina un gruppo di uomini armati ha attaccato un bus su cui viaggiavano cristiani copti a Minya, nel sud dell’Egitto diretti in pellegrinaggio ad un monastero. Un gruppo di uomini armati vestiti con divise militari sono saliti a bordo del mezzo e si sono messi a sparare sulle persone.  Almeno 28 copti che viaggiavano in autobus sono stati uccisi. Tra le vittime ci sono anche bambini.  
Mentre gli uomini sparavano e compivano il massacro un altro riprendeva l'eccidio come raccontato da uno dei sopravvisuti su Twitter. Sarebbero 35 i morti finora accertati fra i quali diverse persone ferite sul pullman.
In Egitto è ancora strage di cristiani copti, dopo le chiese i bus

LE REAZIONI - Dopo l’attacco, il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sis ha dichiarato lo stato di emergenza e ha convocato una riunione con i responsabili della Sicurezza. Intanto, le forze speciali egiziane hanno bloccato tutti punti d’ingresso e di uscita da Minya per impedire al commando di fuggire.
Una forte condanna contro la strage è arrivata da Ahmed Al Tayyeb, il grande imam di Al Azhar, la celebre università musulmana sunnita del Cairo. "Ogni musulmano e ogni cristiano condanna l'attentato", ha dichiarato. Parlando all'emittente Nile Tv Tayyeb ha poi aggiunto che "tale atto mira a danneggiare la stabilità dell'Egitto".

STRAGI CONTINUE - Che ormai in Egitto le stragi dei cristiani siano diventare frequenti è purtroppo un dato di fatto, acclarato dai ripetuti attacchi ai luoghi di culto o alle persone riunite in preghiera. Ad aprile, la Domenica delle Palme, due esplosioni si erano verificate in due chiese cristiane copte a Tanta, a nord de Il Cairo, e ad Alessandria d'Egitto. Almeno 45 le vittime totali: nel primo attentato erano morte 27 persone, nel secondo almeno 18. Decine le persone rimaste ferite. Il doppio attentato era stato rivendicato dall’Isis, che aveva rivendicato anche quello dell’11 dicembre scorso, quando un kamikaze 22enne si era fatto esplodere nella cattedrale di San Marco, al Cairo, uccidendo 27 persone.Per non palare degli attentati che dal 2011 in poi hanno insanguinato l'Egitto. E' chiaro l'obiettivo dei fondamentalisti di cancellare la presenza del Cristianesimo in Egitto e in tutto il medio oriente. 
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