Dj Fabo morto alle 11,40: un dramma in scena con ultimo appello

27 febbraio 2017 ore 12:36, Americo Mascarucci
"Fabo è morto alle 11,40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo". Con un tweet il radicale Marco Cappato ha annunciato la morte di Fabo, al secolo Fabio Antoniani, il Dj rimasto tetraplegico in seguito ad un incidente stradale, andato in Svizzera per ottenere il suicidio assistito.
Cappato lo ha accompagnato in quello che è stato il suo ultimo viaggio, alla ricerca di una morte che mettesse fine alle sue sofferenze.
Dieci minuti prima che il radicale annunciasse l'avvenuto decesso però Dj Fabo ha postato un annuncio con il quale ha ringraziato Cappato e ha puntato il dito contro lo Stato italiano. 
"Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l'aiuto del mio Stato", ha detto registrando un messaggio.
L'audio è stato pubblicato sui social (sia su Facebook che su Twitter) attraverso l'Associazione Luca Coscioni. 
"Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore - ha detto Dj Fabo, cieco e tetraplegico dal 2014 dopo un grave incidente stradale - Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco, grazie mille". Appare evidente la rapidità con cui tutto si è svolto. Fabo posta il video di denuncia e appena 10 minuti dopo Cappato annuncia la morte.
Dj Fabo morto alle 11,40: un dramma in scena con ultimo appello

Una velocità che ha lasciato quasi sconcertati anche perché si era parlato di una probabile seconda visita che il Dj avrebbe dovuto sostenere questa mattina per stabilire in via definitiva se procedere o meno con il suicidio assistito.
Invece tutto è avvenuto con incredibile velocità e con l'inevitabile clamore mediatico. 
Il video pochi minuti prima della morte, la denuncia contro lo Stato, i ringraziamenti a Cappato. 
Un dramma quello di Dj Fabo che va rispettato, senza dubbio, ma ora il rischio è che la sua morte assomigli ad un "dramma in scena", uno spot lasciato ai posteri per denunciare come in Italia non si sia "lasciati liberi di morire".
Quasi come se quella morte, più che una via d'uscita dalle sofferenze, sia stata un'operazione spot in favore dell'eutanasia.
Era proprio necessario che quel messaggio audio anticipasse di dieci minuti la morte? Non sarebbe stato molto più efficace magari farlo uscire in un secondo tempo? 
Perché in fondo la morte, anche quella indotta, dovrebbe restare sempre e comunque un fatto privato, e mai uno spettacolo.
#djfabo #morte #messaggio
 

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