"Giusto ergastolo": non chiede appello dopo che uccise moglie e figli e andò al bar

27 gennaio 2017 ore 12:38, Americo Mascarucci
Colpo di scena al processo contro Carlo #Lissi l'uomo condannato all'#ergastolo perché accusato di aver ucciso la #moglie e i due figlioletti a #Motta Visconi (Milano) nel 2014.
A sorpresa l'uomo ha annunciato di voler rinunciare all'appello ritenendo giusta la pena che gli è stata inflitta in primo grado.
Una dichiarazione che ha spiazzato in primo luogo i suoi legali che stavano lavorando proprio per ottenere in secondo grado una pena più mite facndo leva sull'incapacità di intendere e di volere.
Evidentemente secondo l'ipinione di molti, l'uomo sarebbe affetto da rimorsi al punto da maturare la consapevolezza della gravità e dell'efferatezza del gesto compiuto.
'Giusto ergastolo': non chiede appello dopo che uccise moglie e figli e andò al bar

L'omicidio sconvolse l'opinione pubblica all'epoca in cui fu commesso.
Lissi sul principio negò ogni responsabilità riferendo agli inquirenti di aver trovato i corpi senza vita della moglie e dei figli al suo ritorno a casa, ma messo alle strette alla fine crollò e confessò di essere lui l'autore del triplice omicidio.
L'uomo riferì di aver ucciso moglie e figli per potersi costruire una nuova vita con un'altra donna di cui si era innamorato ma che non lo ricambiava perché sposato e padre di due figli.
Dopo l'omicidio l'uomo andò al bar a vedere la partita con gli amici sperando così di costruirsi un alibi. 
Al processo di primo grado con rito abbreviato Carlo Lissi venne condannato all'ergastolo: i giudici non ritennero di accogliere la tesi del raptus e della conseguente incapacità d'intendere e di volere avanzata dalla difesa di Lissi, che poi stava preparando l'appello.
Lissi ha scritto una lettera alla corte d'appello di Milano in cui spiega di rinunciare al ricorso considerando "congrua la condanna inflittami in primo grado e scusandomi per la perdita di tempo".
I giudici d'appello hanno accettato la rinuncia. Lissi si trova nel carcere di Pavia per scontare la pena. 
Per avere scelto il rito abbreviato in primo grado, non ha avuto tre anni d'isolamento. 


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