Strangolò Nadia Orlandi: domiciliari per ex. Proteste in tutto il paese

27 settembre 2017 ore 15:49, intelligo
È agli arresti domiciliari presso la casa dei genitori a Muzzana del Turgnano (Udine), Francesco Mazzega, l'uomo di 36 anni che lo scorso 31 luglio ha ucciso la fidanzata, Nadia Orlando, 21 anni, strangolandola. Una vicenda adesso che sicuramente farà discutere visto che Mazzaga, dopo aver uccisa la ragazza, aveva vagato tutta la notte con il cadavere in auto, per poi presentarsi negli uffici della polizia Stradale di Palmanova, in provincia di Udine, dicendo al citofono: “Temo di aver commesso un omicidio”. Un omicidio quello della giovane ragazza avvenuto per futili motivi di gelosia. 

Strangolò Nadia Orlandi: domiciliari per ex. Proteste in tutto il paese
 IL RIESAME
La decisione di inviare ai domiciliari Muzzega arriva dal tribunale del Riesame di Trieste, che già lo scorso 30 agosto, aveva disposto per lui l’utilizzo del braccialetto elettronico dopo la richiesta dei suoi legali, ma che aveva ritardato ad arrivare per motivi tecnici. Le motivazioni che hanno portato i giudici a decidere per la reclusione in casa sono stati la decisione dell’uomo di presentarsi alla polizia con il cadavere e che prima dell’omicidio aveva una condotta “irreprensibile ed era incensurato”. Forti le critiche pervenute dalla Procura di Udine che ai primi di settembre ha fatto ricorso in Cassazione. 

IL DOLORE DEI FAMILIARI DI NADIA
La decisione come era prevedibile ha alzato un polverone suscitando le critiche, specialmente da parte dei familiari di Nadia, che tramite i loro legali hanno fatto sapere la loro incredulità: “A distanza di neanche un mese dalla barbara uccisione della loro figlia i giudici potessero concedere all’assassino un simile beneficio. Lo stato d’animo che li pervade in queste ore è quello di rabbia e sgomento. Ma non di rassegnazione”. Ad unirsi alle proteste dei familiari è stato anche il sindaco Riccardo Zuccolo: “È sconcertante e inaccettabile per una comunità ancora tramortita da un delitto così efferato, odioso e profondamente lesivo del nostro più profondo sentire”.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...