Stupro Rimini, VIDEO e impronta digitale incastrano branco. Chi sono

28 agosto 2017 ore 14:23, Giuseppe Tetto
Sono ancora a piede libero i componenti del branco che venerdì notte sulle spiagge di Rimini si sono resi autori di uno stupro ai danni di una ragazza polacca dopo averla presa in ostaggio insieme al compagno, selvaggiamente picchiato. Il gruppo poi, dopo aver lasciato i due ha anche violentato una trans peruviana. Dalle indagini della polizia riminese, gli uomini potrebbero avere meno di 30 anni, probabilmente nordafricani. Quello che è certo è che avevano consapevolezza delle strade riminesi e qualcuno di loro potrebbe essere una vecchia conoscenza della polizia. Il branco infatti opererebbe nel giro dello spaccio degli stupefacenti e delle rapine. Da quanto si apprende, la squadra mobile della Questura ieri ha setacciato il lungomare di Miramare, i locali notturni, le colonie abbandonate e le vie traverse della Statale e sarebbe già su una buona pista per rintracciare i quattro uomini. Ad incastrare il branco ci sarebbero alcune immagini di telecamere di videosorveglianza e un'impronta che indirizzerebbe l'indagine nel circuito del mondo della notte, dello spaccio e degli immigrati clandestini. 
Stupro Rimini, VIDEO e impronta digitale incastrano branco. Chi sono
LA VIOLENZA
Nel frattempo le vittime, ancora ricoverati, sono stati riascoltati dagli investigatori. Secondo le ricostruzioni i due erano appena rientrati da una gita a Firenze e che all'indomani sarebbe ripartita per la Polonia. Quella notte si trovavano sulla spiaggia quando hanno incontrato i quattro che parlavano in un inglese stentato, chiedendo loro prima una sigaretta e poi dei soldi. La scintilla è scoppiata al rifiuto della coppia. Il branco da prima ha picchiato il ragazzo e poi ha violentato lei a turno su un moscone e poi spinta verso la battigia e in acqua. Quando la turista polacca si è ripresa, si è trascinata carponi fino alla passerella pedonale dove ha visto l'amico a terra insanguinato, ha iniziato ad urlare riuscendo a farsi sentire da una prostituta in strada che ha dato l'allarme. "Vi prego, aiutateci a tornare a casa", è l'appello dei due ragazzi ricoverati all'Ospedale Infermi, dove ieri hanno ricevuto la visita del console polacco. 

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