Donna carabiniere suicida, indagato il marito poliziotto: c'è un testimone

03 marzo 2017 ore 15:00, Americo Mascarucci
E' indagato con l'ipotesi accusatoria di istigazione al suicidio il marito della donna carabiniere di 32 anni che nei giorni scorsi si è tolta la vita a Siracusa. Il marito, un poliziotto di 45 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati, ma si tratterebbe soltanto di un atto dovuto per permettergli di partecipare agli accertamenti tecnici. Sembra infatti ormai certo che la donna si sia suicidata in seguito ad una lite per gelosia.

IL SUICIDIO
Il marito era stato trovato in camera da letto steso a terra ed impossibilitato a muoversi a causa di un colpo di pistola sparatogli ad una gamba, mentre lei la vittima, era stesa sul letto senza vita in una pozza di sangue.
La donna gli avrebbe sparato per impedirgli di disarmarla. 
Donna carabiniere suicida, indagato il marito poliziotto: c'è un testimone

L'IPOTESI AL VAGLIO
La coppia pare fosse in crisi da tempo e che fossero all'ordine del giorno le discussioni. Lei in particolare pare fosse gelosa dell'uomo e nei giorni scorsio, al termine pare dell'ennesima lite, la donna avrebbe preso la pistola d'ordinanza con la quale avrebbe prima sparato al marito ferendolo ad una gamba e poi l'avrebbe rivolta verso se stessa togliendosi la vita. Ma la Procura non intende fermarsi a quella che potrebbe apparire l'ipotesi più ovvia. 
Agli inquirenti non tutto tornerebbe e per questo motivo avrebbero iscritto l'uomo nel registro degli indagati. Ma come detto si tratterebbe più di un atto dovuto legato ad esigenze investigative che alla reale convinzione di una responsabilità, diretta o indiretta, tutta da dimostrare.
Un consulente era stato nominato per l'autopsia, eseguita ieri, e lo stesso avverrà per gli ulteriori accertamenti del Ris di Messina. 

IL TESTIMONE
Vi sarebbe anche un testimone, ovvero il figlio 14enne dell'uomo avuto dal primo matrimonio che viveva con la coppia e che al momento della tragedia dormiva al piano superiore. Il ragazzo è stato svegliato dalle urla della donna e del padre cui poi hanno avrebbero fatto seguito due colpi d'arma da fuoco. Questo ciò che il 14enne avrebbe riferito agli inquirenti, avvalorando quindi la versione del padre ma anche quella del suicidio avvenuto dopo una lite piuttosto accesa.  
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