Foggia, incendio in baraccopoli: morti due migranti africani a 48 ore dallo sgombero

03 marzo 2017 ore 15:41, Andrea De Angelis
Un incendio di vaste proporzioni ha distrutto una baraccopoli nel foggiano, tra Rignano Garganico e San Severo. Solo chi è entrato in una baraccapoli può capire cosa significa svegliarsi ogni mattina, respirare la speranza nonostante gli odori di rabbia, povertà, lavoro duro. Provando a mettere da parte il dramma psicologico di chi ha abbandonato tutto, la casa, la famiglia per cercare quella speranza che poi si edifica sì nel coraggio, ma anche in quelle benedette e al tempo stesso maledette baracche. Chiuse, questa volta. Perché il ghetto è una parola che, almeno nelle intenzioni, deve appartenere al passato. Evacuazione. Spostamento. Rilocalizzazione. I termini si sprecano per indicare la chiusura di un luogo, le riflessioni chissà. 

Foggia, incendio in baraccopoli: morti due migranti africani a 48 ore dallo sgombero
L'INCENDIO E LA MORTE
Nel rogo al cosiddetto ‘Gran Ghetto’, abitato da alcune centinaia di migranti impegnati nella raccolta dei prodotti agricoli nelle campagne della zona, sono morti due uomini del Mali. Al momento non è chiara la causa di quanto accaduto, anche se non si esclude la matrice dolosa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno trovato i due corpi carbonizzati dopo lo spegnimento delle fiamme.
Non è la prima volta che le fiamme interessano quel sito, visto che un anno fa le persone presenti rischiarono grosso. 

LO SGOMBERO
Il primo marzo, come riporta oggi Il Fatto Quotidiano, era cominciato lo sgombero da parte delle forze dell’ordine disposto dalla Dda di Bari nell’ambito di indagini avviate nel marzo del 2016 e culminate con il sequestro probatorio con facoltà d’uso della baraccopoli per presunte infiltrazioni della criminalità. Tuttavia gli agenti non avrebbero potuto completare lo sgombero, si legge sempre sul noto quotidiano, perché alcuni dei 350 migranti che erano nella baraccopoli si sono rifiutati di lasciare il Ghetto. Ieri mattina molti di loro hanno protestato davanti alla prefettura di Foggia, ribadendo di non voler lasciare il Ghetto e chiedendo udienza dal prefetto. 
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