Morire di varicella, bimbo di 3 anni scoppia bolla e infezione lo uccide

03 ottobre 2017 ore 12:13, Americo Mascarucci
Un bimbo di 3 anni è morto nel Regno Unito per colpa della varicella, ma non è stata la malattia ad ucciderlo bensì il graffio procurato su una bolla nel tentativo di grattarsi. Quel graffio secondo quanto riporta il Daily Mail gli avrebbe provocato una rarissima infezione che lo ha poi portato alla morte. La tragedia è avvenuta a Yeovil. Il bimbo secondo quanto riferito dai medici, grattandosi avrebbe contratto un'infezione letale chiamata streptokosfera settica che produce un alto tasso di mortalità.
Morire di varicella, bimbo di 3 anni scoppia bolla e infezione lo uccide

LA STORIA
Il bimbo pare si trovasse in casa della nonna dove era stato portato dai genitori per paura che restando a casa potesse infettare il fratellino di appena 4 mesi. Ad accorgersi che qualcosa non andava la mattina dopo è stata la stessa nonna vedendo che il piccolo non si svegliava. Pertanto ha subito chiamato un'ambulanza che ha trasportato il bimbo in ospedale.  I medici in un primo momento hanno ipotizzato che la causa del decesso potesse dipendere dalla SIDS, la sindrome da morte improvvisa infantile, o morte in culla, ma poi svolti i dovuti accertamenti è venuta alla luce l'amara verità. La causa della morte era l'infezione da streptokosfera settica che si era procurato grattandosi una bolla prodotta dalla varicella che le procurava prurito. 

RISCHI DELLA VARICELLA
La varicella infatti si manifesta con rash cutaneo vescicolare, principalmente esteso al corpo e alla testa o anche alle estremità. Le vescicole guariscono poi senza lasciare cicatrici. All'esame, l'osservatore trova in genere lesioni in vari stadi di guarigione. La varicella è una malattia che si diffonde facilmente per via aerea attraverso colpi di tosse o starnuti di individui malati o attraverso il contatto diretto con le secrezioni del rash. Una persona con la varicella è infettiva uno o due giorni prima che appaia l'eruzione di vesciche secche senza acqua o altri liquidi al loro interno .Essa rimane contagiosa fino a quando tutte le lesioni vengono ricoperte da una crosta (circa sei giorni). Le lesioni crostose non sono contagiose. Questa malattia, nota fin dall'antichità, venne nettamente distinta dal vaiolo soltanto ai primi del XIX secolo. 
Quando la varicella colpisce i bambini i medici raccomandano ai genitori di evitare che il bimbo possa grattarsi per lenire il prurito proprio perché graffiare la bolla potrebbe produrre delle conseguenze. Oltre a lasciare vistosi segni sul corpo potrebbe dar luogo anche ad infezioni. Probabilmente nessuno si sarebbe aspettato che un banale graffio potesse portare fino alla morte. La varicella inoltre una volta passata potrebbe ripresentarsi in seguito anche sotto forme diverse negli individui più deboli ad esempio come "sfogo di Sant'Antonio". Ora il caso del bimbo apre nuovi allarmanti scenari sulle comseguenze di una malattia molto diffusa. 

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