Il tallio ha ucciso figlia e padre: l'hanno ingoiato con acqua o cibo

03 ottobre 2017 ore 11:44, Americo Mascarucci
Avvelenamento da Tallio, è morto anche il padre della 62enne deceduta lunedì mattina a causa di un’intossicazione provocata da un'alta concentrazione nell'organismo del metallo pesante. L’uomo aveva 94 anni e abitava a Nova Milanese. Anche lui come la figlia era reduce dalla vananza a Varmo, in provincia di Udine, e come il resto della famiglia aveva avvertito dei malesseri una volta tornato a casa. L'ipotesi che sul principio gli inquirenti avevano preso in esame era quella dell'intossicazione derivante dall'inalazione delle sostanze emanate dagli escrementi di piccione presenti in grandi quantità nel fienile del casale di vacanza. Ma nelle ultime ore questa ipotesi sembrerebbe tramontata dal momento che le analisi sulla 62enne deceduta avrebbero appurato che il tallio sarebbe stato ingerito e non inalato. A questo punto quindi il metallo pesante potrebbe essere stato contenuto nell'acqua bevuta o in alcuni cibi consumati.
Il tallio ha ucciso figlia e padre: l'hanno ingoiato con acqua o cibo

TALLIO
È un metallo tenero e malleabile che può essere tagliato anche da un coltello. Esposto all'aria, la sua superficie lucente si ossida assumendo una tinta grigio-bluastra simile a quella del piombo. Col prolungarsi dell'esposizione, si forma sulla superficie del metallo uno strato di ossido. Il tallio e i suoi composti sono molto tossici, vanno pertanto maneggiati con estrema cura. La sua tossicità deriva dalla sua capacità di sostituirsi ai cationi dei metalli alcalini presenti nell'organismo, principalmente sodio e potassio. Questa sostituzione scombina molti dei normali processi cellulari. Tra gli effetti dell'avvelenamento da tallio rientrano la perdita dei capelli ed il danneggiamento dei nerviperiferici. Il tallio è anche un sospetto cancerogeno. Proprio a causa della sua tossicità l'uso di sali di tallio come topicida è stato bandito in molte nazioni. Il contatto con la pelle è pericoloso e, per evitare danni da inalazione, la fusione del tallio deve essere condotta in ambienti sufficientemente ventilati. La concentrazione massima permessa di esposizione a lungo termine (TLV-TWA) ai sali di tallio non deve superare gli 0,1 mg/m³.
Secondo l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente del governo statunitense (Environment Protection Agency), tra le fonti antropiche di inquinamento da tallio vi sarebbero le emissioni gassose dei cementifici, delle centrali a carbone e delle fogne per metalli (condotti sotterranei per drenare acqua o materiale di scarto). La principale causa delle concentrazioni elevate di tallio nell'acqua è la lisciviazione del tallio a seguito di operazioni di trattamento del minerale.

IL CASO
Ieri la morte della figlia 62enne dell'uomo. All'ospedale la vittima era arrivata con forti malesseri e sindrome gastroenterica ma era stata dimessa. Poi ha avuto un nuovo ricovero dovuto a un peggioramento. Proprio in Pronto Soccorso è andata in arresto cardiocircolatorio. A nulla è servito il pronto intervento dei medici, che hanno tentato di rianimarla. La donna dopo un breve coma è morta.
I carabinieri della compagnia di Desio hanno prelevato le analisi. Proprio il tallio è la sostanza che viene indicata nel suo sangue. Si può troare in una disinfestazione, è contenuta in topicidi ma anche in escrementi di piccione. 
Sotto monitoraggio la località del Friuli dove la famiglia aveva trascorso una vacanza. O una disinfestazione mal concepita o un esposizione a esalazioni per un tempo prolungato potrebbero aver esposto la donna e la famiglia ad un grave pericolo di morte. 
Gli investigatori hanno però analizzato i cibi che la donna ha mangiato prima di sentirsi male e a ucciderla potrebbe essere stata un'intolleranza alimentare - aggravata dai metalli pesanti. Quali cibi quindi sarebbero sotto accusa? L'ipotesi più probabile al momento potrebbe essere quella dell'acqua inquinata, oppure alcuni cibi come frutta e verdura fortemente contaminati. 
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