Assedio con ferito al centro migranti del Tiburtino III: Raggi sotto accusa

30 agosto 2017 ore 23:59, Americo Mascarucci
Tensione alle stelle al Tiburtino Terzo quartiere periferico della Capitale dove stanotte vi sono stati scontri fra migranti ospitati nel centro di accoglienza della zona e i residenti del quartiere. Un migrante eritreo è rimasto ferito e altri scontri si sarebbero verificati anche stamattina. Tutto sarebbe scaturito da un lancio di sassi del migrante ferito nei confronti di un gruppo di ragazzini che stavano giocando a pochi passi dal centro e che, secondo quanto riferito dal diretto interessato, lo avrebbero deriso. Gli inquirenti stanno cercando di fare luce sulla vicenda.
Assedio con ferito al centro migranti del Tiburtino III: Raggi sotto accusa

I FATTI 
Da una prima ricostruzione sembra che il migrante eritreo avrebbe lanciato sassi in direzione di un gruppo di adolescenti che stavano giocando all'esterno della struttura senza però colpirli. Uno di questi è corso a casa e ha riferito tutta alla madre. E qui nascono versioni contrapposte. Secondo quanto riferito dalla donna dopo essersi recata al centro di accoglienza per protestare con i responsabili della struttura contro l'aggressione subita dal figlio e dagli amici, si sarebbe trovata di fronte una quarantina di immigrati che le avrebbero impedito di uscire. Ragione che l'avrebbe spinta a chiedere aiuto. 
In breve tempo una cinquantina di residenti accorsi in aiuto della donna avrebbero assediato il centro per protesta e sarebbe scaturita una rissa con i migranti nel corso della quale il 40enne eritreo che aveva lanciato i sassi sarebbe stato colpito da una coltellata alla schiena. I volontari della Cri che gestiscono il centro negano però che la donna sia stata bloccata all'interno della struttura.
Ad ogni modo al di là delle versioni pi§ o meno discordanti, la rissa fra migranti e residenti c'è stata e questo è sicuramente l'ennesimo esempio di una situazione che si è fatta insostenibile e destinata sempre più a degenerare. Da tempo infatti il centro del Tiburtino Terzo è considerato una sorta di polveriera come dimostrano del resto i ripetuti interventi in ambito politico per ottenerne la chiusura. 

NUOVI SCONTRI
Altri scontri si sono verificati anche nella mattinata di oggi. Un gruppo di migranti usciti dal centro si sono scontrati con altri residenti ed è dovuta intervenire la forza pubblica per evitare un'altra rissa. Al momento l'ingresso del centro è presidiato dalle forze dell'ordine. 

ACCUSE A RAGGI
Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi-An in Campidoglio accusa: "A più riprese abbiamo denunciato la vicenda di via del Frantoio, struttura giunta a più di 100 unità - accogliendo anche parte dei migranti provenienti da via Cupa - quando il centro d'accoglienza può contenere massimo 60 perone. I fatti della scorsa notte al Tiburtino III rappresentano il sintomo di una situazione che ha superato i livelli di sicurezza e che rischia ora di trasformarsi in un'emergenza sociale. Ricordiamo peraltro - aggiunge Ghera - che la struttura in via del Frantoio confina con la scuola materna ed elementare Fabio Filzi. Chiediamo al sindaco, all'assessore alle Politiche sociali e al municipio la massima attenzione, di chiudere il centro d'accoglienza, come richiesto in precedenza da Fdi, struttura che grava su un territorio dove insistono altre situazioni di questo tipo come in via di Pietralata 190 e via Tiburtina. La Raggi non si fermi agli annunci, basta con la scellerata decisione di scaricare nelle periferie il peso dell'immigrazione selvaggia. Dopo lo sgombero di piazza Indipendenza è necessario riportare la legalità a Roma, si proceda quindi a liberare anche tutte le altre strutture occupate e illegali sparse nella Capitale".

LE INDAGINI
Secondo quanto hanno riferito i Carabinieri l'eritreo ferito che non è in pericolo di vita non risiedeva nel centro, sistemazione temporanea per circa 80 persone. Il pm che si occupa del caso, Alberto Galanti, indaga per tentato omicidio. A breve verrà designato un interprete per ascoltare l'uomo - accoltellato a un rene, ma fuori pericolo - che non parla italiano. 

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