Afghanistan autobomba a Kabul: è strage sul Ramadan

31 maggio 2017 ore 11:01, Luca Lippi
Tragico il bilancio della strage di Kabul dove un'autobomba è esplosa alle 8:25 in piazza Zanbaq nel distretto 10, una zona centrale e di alta sicurezza vicino al palazzo presidenziale, parte del quartiere diplomatico della capitale afghana. E' di almeno 80 persone uccise e 350 ferite al momento la conta delle vittime. Le ambasciate di Francia e Germania risultano danneggiate. Secondo le autorità il bilancio è destinato a salire. I feriti sono stati trasportati in diversi ospedali tra cui quello gestito da Emergency che ha accolto almeno 150 feriti secondo le fonti dello stesso ministero della Salute locale.
L’esplosione è stata sentita per buona parte della città, come è stata ben visibile fin da subito un'alta colonna di fumo che si alzava verso il cielo. In quel momento il traffico nella zona era congestionato all'ora di punta.
Afghanistan autobomba a Kabul: è strage sul Ramadan
Scene di caos intorno al punto dell'esplosione, che ha danneggiato edifici nel raggio di centinaia di metri: posti di blocco della polizia, automobili rovesciate che bloccavano le strade, parenti in cerca dei congiunti. L'attentato è anche un sinistro segnale del fatto che la situazione nel paese, dal punto di vista della sicurezza, va progressivamente peggiorando, e che le forze armate, falcidiate dalle diserzioni e da un numero sempre più consistente di perdite, faticano a mantenere il controllo della situazione. 
Ancora nessuna rivendicazione, ma in pochi si illudono che non si tratti della "offensiva di primavera" annunciata dai talebani nelle settimane scorse. 
Fanno sapere dal ministero della sanità: "Negli ospedali continuano ad arrivare i corpi dei morti e i feriti". Continui gli appelli a donare sangue. Tra gli edifici danneggiati quelli che ospitano le ambasciate di India e Giappone. Colpito anche un ospedale dove opera Emergency. "Struttura danneggiata, ma lo staff è salvo", fanno sapere dall'organizzazione.
Il coordinatore del governo, Abdullah Abdullah, ha sostenuto in un tweet che "quelli che ci uccidono nel mese sacro di Ramadan non meritano appelli alla pace, ma devono solo essere distrutti ed estirpati".

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autore / Luca Lippi
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