Mistero a Cambridge, ricercatrice italiana trovata morta. Parla il padre

05 dicembre 2016 ore 10:09, Micaela Del Monte
Una ricercatrice italiana è stata trovata morta in hotel a Cambridge, dove si era recata per un workshop. La morte risale a mercoledì scorso. Simona Baronchelli, 32 anni, di Vimercate (Monza) era partita lunedì da Orio al Serio. Non vedendola arrivare al congresso al quale doveva partecipare, i colleghi hanno dato l'allarme.

Mistero a Cambridge, ricercatrice italiana trovata morta. Parla il padre
Simona, che era anche attivista di Emergency, secondo il padre Luigi, era affetta "sin da piccola da allergie importanti, ma le sapeva gestire". "Simona non aveva nemici - ha aggiunto l'uomo come rilasciato all'Ansa -. Non riesco neanche a ipotizzare che qualcuno possa avere fatto del male. Spero che i patologi mi diano ragione". La ricercatrice, specializzata in genetica applicata, era impegnata in studi su cellule staminali. Lo rendono noto i colleghi del Cnr-Irgb esprimendo tutto il loro dolore per la scomparsa della donna. "Lascia un vuoto incolmabile, considerando la sua competenza, il suo entusiasmo e la sua dedizione alla scienza che l'avevano vista coinvolta in diversi progetti di ricerca - affermano -. Persona umile e di grande cuore, interessata a diversi progetti umanitari, collaboratrice di Emergency".

Proprio a Cambridge si svolgeva il workshop Stem Cell Culture dove la ricercatrice del Consiglio nazionale delle ricerche, con sede in Milano, partecipava al convegno per continuare il progetto che la vedeva da tempo impegnata. Secondo quanto riferiscono i colleghi, alle 12 di martedì 30 novembre hanno saputo che Simona non si era presentata ad un appuntamento di lavoro programmato. E' scattato l'allarme e hanno subito appreso che la sera prima la ricercatrice aveva prenotato un taxi per la mattina successiva che non è mai stato preso. Dopo varie ipotesi, i colleghi e la responsabile hanno contattato l'albergo, ma senza riuscire ad avere informazioni. La notizia del suo ritrovamento l'hanno poi avuta nelle ore successive, quando si era stato allertato anche il padre, Luigi Baronchelli, ex ingegnere.

"Simona lascia un vuoto incolmabile - scrive il collega Alberto La Spada dell’Institute for Genetic and Biomedical Research del Cnr tra i primi a insospettirsi - considerando la sua competenza, il suo entusiasmo e la sua dedizione alla scienza che l’avevano vista coinvolta in diversi progetti di ricerca. Persona umile e di grande cuore, interessata a diversi progetti umanitari, collaboratrice di Emergency. Tutto il gruppo di ricerca del quale Simona faceva parte avrà come obiettivo quello di concludere in sua memoria le ricerche con tanto successo intraprese".
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