Pordenone choc: uccide marito allettato con la lampada e si uccide

07 aprile 2017 ore 10:02, Micaela Del Monte
Un amore in-finito che per la donna non poteva finire con la morte dell'uomo che aveva avuto accanto tutta la vita. Per questo motivo Giuseppina Redivo, 79 anni, ha ucciso suo marito Roberto Redivo, 86 anni lui, prima che la malattia potesse portarglielo via. E' successo a Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone, dove la coppia viveva. Ad accorgersi del'accaduto, è stata la figlia della coppia accorsa perché i genitori non rispondevano a telefono. Entrata in casa, li ha trovati morti. 

Pordenone choc: uccide marito allettato con la lampada e si uccide
La donna faceva quotidianamente visita ai genitori e aiutava la madre nell'assistere il padre. Per garantirgli adeguate cure era stata appositamente approntata una stanza della casa. Una sorta di piccola camera d'ospedale dov'erano posizionati i presidi sanitari per assicurare all'uomo il massimo delle terapie domiciliari. Nel tardo pomeriggio, la figlia non riuscendo a mettersi in contatto con i genitori, è salita in auto ed è corsa da loro. L'appartamento era chiuso dall'interno con quattro mandate.

IL PIANO
Ieri pomeriggio la signora Giuseppina ha realizzato il suo 'piano' con metodo e criterio: prima ha ripetutamente colpito suo marito con una lampada del comodino finché non l'ha ucciso; poi è uscita dalla camera da letto e si è lasciata soffocare utilizzando un sacchetto di plastica che si era calata sulla testa. Aveva minuziosamente pensato a tutto senza trascurare nessun dettaglio, neanche i consueti lavori domestici: la casa era perfettamente in ordine e in un borsone aveva messo gli indumenti per il funerale.

IL BIGLIETTO
Ai due figli ha lasciato biglietti per chiedere scusa e spiegare i motivi del suo gesto. Per la donna negli ultimi tempi era divenuta insostenibile l'angoscia all'idea di non poter più accudire suo marito Roberto, costretto a letto da mesi in condizioni di salute sempre più critiche.

LE INDAGINI
I Carabinieri intervenuti sul posto hanno anche rinvenuto su una sedia i documenti per ogni pratica burocratica dentro una valigetta. A Roveredo della famiglia Redivo parlano tutti bene: una famiglia modello, colpita da due gravi situazioni personali con l'uomo che aveva una grave patologia che lo ha reso non autosufficiente. Il Pm ha disposto il sequestro dell appartamento e l'autopsia sui due corpi. 
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