Birmania choc, strage dei Rohingya, per l'Onu: "Più di mille morti"

09 febbraio 2017 ore 9:34, Andrea Barcariol
Birmania choc, strage dei Rohingya, per l'Onu: 'Più di mille morti'
Oltre 1.000 musulmani del gruppo etnico Rohingya uccisi dall'esercito della Birmania. E' quanto riportato dell'agenzia Reuters sulla base delle testimonianza di due alti funzionari delle Nazioni unite (che hanno chiesto l'anonimato) che si occupano della minoranza in fuga dalle violenze e da mesi . Un atto di accusa pesantissimo per la Birmania "democratica". Più di 1.000 persone dell'etnia musulmana dei Rohingya sarebbero stati uccisi da quando, nell'autunno scorso, è iniziata l'offensiva dei militari contro di loro (circa 1,1 milioni di musulmani Rohingya vive in condizioni simili alla segregazione razziale nel nordovest della Birmania, ed è loro negata la cittadinanza).
Un'azione che la comunità internazionale considera come 'pulizia etnica' sulla base di denunce di Ong e dell'Onu.
  Secondo le fonti, dall'inizio delle operazioni militari contro i Rohingya, oltre 70.000 persone sono state costrette a fuggire dai loro villaggi, nel nord dello stato occidentale di Rakhine.
I due funzionari sostengono anche che le cifre ufficiali fatte dal governo sono 'sottostimate'. Il portavoce presidenziale birmano Zaw Htay, interpellato dalla Reuters, ha dichiarato che sulla base dei rapporti dei comandanti militari che opera nella zona, le vittime sarebbero non più di 100, uccise in un'operazione di contrasto alla guerriglia perché attaccarono posti di polizia sul confine.

L'APPELLO DI PAPA FRANCESCO
Sulla situazione è intervenuto anche Papa Francesco invitando a pregare per loro: "Parlando di migranti cacciati via, sfruttati, vorrei pregare con voi in modo speciale per i nostri fratelli e sorelle Rohingya cacciati via dal Myanmar. Vanno da una parte all’altra… sono gente buona, pacifica… non sono cristiani, sono buoni sono fratelli e sorelle nostri e da anni soffrono, sono stati torturati, uccisi semplicemente per portare avanti le loro tradizioni, la loro fede musulmana… preghiamo per loro”.





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