Sky taroccati, puniti con carcere e multa

11 ottobre 2017 ore 13:36, Luca Lippi
Vedere Sky e altre pay-tv senza pagare è un reato. Tutto lo sanno ma nessuno ha mai avuto idea che tale reato prevede anche il carcere oltre una sonora multa. Il reto si contestualizza nell’avere una smart card non originale, ‘taroccata’ per usare un termine più vicino alle nuove generazioni. In sostanza, il reato si esplicita nella riproduzione totalmente falsa di tutti gli strumenti atti alla ricezione, al di fuori delle tecniche validate per il gestore della trasmissione criptata. Quindi, per essere più chiari, è una cosa diversa dal trasmettere i contenuti di un abbonamento domestico in locali pubblici.
Sky taroccati, puniti con carcere e multa

COSA SI RISCHIA A GUARDARE SKY ILLEGALMENTE
Lo ha chiarito la Cassazione ieri con la sentenza ‘Cass. sent. n. 46443/17 del 10.10.2017’. I giudici della Suprema Corte hanno chiarito che l’illecito si configura nella violazione dei diritti d’autore dei broadcaster internazionali che per la legge Art. 171 Legge sul diritto d’autore, costituisce reato. Per questa violazione è previsto il carcere da sei mesi a tre anni e una multa da euro 2.582 a euro 25.822. Nello specifico, la Cassazione ha anche ribadito che il reato si configura tutte le volte in cui qualcuno guarda la tv satellitare senza pagare il canone, al di là del metodo adottato per eludere la protezione del segnale, dal card sharing ai codici comprati online.
Del reato risponde tanto chi agisce per fini di lucro (ad esempio trasmettendo le trasmissioni in un locale o in una associazione, facendo pagare una quota individuale), sia chi invece agisce per interesse personale, ossia per uso domestico. Inoltre la Cassazione specifica anche che il reato si configura anche se sono state semplicemente eluse le misure tecnologiche destinate a impedire l’accesso indiscriminato. In sostanza, se con un abbonamento domestico si diffonde la programmazione in locali pubblici a fini di lucro.

COSA DICE L’ARTICOLO 171 OCTIES SUL DIRITTO D’AUTORE
1.Qualora il fatto non costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 25.822 chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale. Si intendono ad accesso condizionato tutti i segnali audiovisivi trasmessi da emittenti italiane o estere in forma tale da rendere gli stessi visibili esclusivamente a gruppi chiusi di utenti selezionati dal soggetto che effettua l’emissione del segnale, indipendentemente dalla imposizione di un canone per la fruizione di tale servizio.
2.La pena non è inferiore a due anni di reclusione e la multa a euro 15.493 se il fatto è di rilevante gravità.

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autore / Luca Lippi
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