Pronto soccorso, attesa infernale: 1.500 ogni giorno in fila per il ricovero

12 maggio 2017 ore 15:17, Micaela Del Monte
Trovare un posto letto in pronto soccorso sembra essere lo step più difficile da affrontare prima del ricovero. Il triage, le ore e ore che passano in attesa di una prima visita o degli esami necessari alla diagnosi, sono solo l'inizio di un percorso decisamente arduo. In Italia ogni giorno sono tremila i pazienti che aspettano di essere ricoverati. Magari in barella, o sdraiati in corridoio su lettighe di fortuna.

STIMA SIMEU - L'ultima stima del sovraffollamento nelle strutture d'emergenza in Italia arriva dalla Simeu, la Società della Medicina d'emergenza-urgenza, che in occasione della Settimana nazionale del Pronto soccorso, dal 13 al 21 maggio, torna a lanciare l'allarme su quella che è la "bestia nera" di pazienti, personale e manager sanitari: il collo di bottiglia tra Pronto soccorso e reparti. La rilevazione Simeu ha fotografato una giornata-tipo, lunedì 13 marzo scorso, senza picchi influenzali né ondate di calore. Alle 14 di quel giorno, erano 1.500 i pazienti in attesa di ricovero in 243 ospedali da Nord a Sud della Penisola. Strutture significative, che da sole cumulano il 52% degli accessi (11 milioni di pazienti). La stima delle persone in attesa in tutta Italia è presto fatta: se nelle strutture-campione sono 1.500, in tutta Italia si arriva a tremila. Che in un anno intero significa oltre un milione di pazienti.

Le modifiche e le proposte organizzative arrivate negli anni non sono riuscite a far fronte al sovraffollamento. Come spiega la presidente Simeu, Maria Pia Ruggieri: "La Società italiana della medicina di emergenza urgenza – afferma - da anni impegnata nella definizione di modelli organizzativi-strutturali per migliorare l'efficienza del sistema dell'emergenza, ha già elaborato una proposta dettagliata per affrontare la situazione, individuando una serie di punti fondamentali su cui è necessario un impegno comune delle istituzioni, delle aziende ospedaliere e delle singole strutture, contenuto nel "Policy Statement sul Sovraffollamento dei Pronto Soccorso" di novembre 2015. Ora torniamo a sollecitare un intervento congiunto per la salvaguardia del sistema sanitario nazionale".

A sollecitare soluzioni che facilitino la vita sanitaria e il ricovero, quando necessario, dei pazienti, è Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. Che ricorda: "Il Pronto soccorso è l’unico presidio del Ssn attivo h24 e sette giorni su sette, sempre pronto a rispondere al bisogno di salute della collettività, un servizio nel quale i cittadini ripongono molta fiducia nonostante in alcuni casi i disagi dovuti alle attese, un servizio che tra l'altro si fa carico ogni giorno anche di alcune inefficienze che esistono all'interno degli altri reparti ospedalieri e nei servizi sanitari territoriali. Il Ps va sostenuto, rafforzato e migliorato garantendo l'attivazione in tutti i Ps dell’Osservazione breve intensiva (OBI) con posti letto dedicati, ad oggi non attiva in molte realtà, una migliore e più trasparente gestione dei posti letto degli altri reparti ospedalieri, una più attenta politica del personale e attraverso l'adozione da parte di tutte le strutture sanitarie della Carta dei Diritti al Pronto Soccorso di Cittadinanzattiva-TDM e Simeu".
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