Le 10 modifiche alla Legge fallimentare prima della crisi

12 ottobre 2017 ore 15:28, Luca Lippi
Partita la riforma della legge fallimentare. Ormai la legge era ferma al suo esordio che risaliva al 1942. ovviamente, le mutate condizioni economiche e, soprattutto, la nacesisità di fare fronte alle molteplici situazioni di crisi emerse dopo il picco della crisi economica generale, hanno dato la stura a riformare la Legge Fallimentare che non cambia nell’impianto generale ma si focalizza su diversi aspetti operativi.
Il testo, rivisto e corretto dai giuristi, ha lo scopo di anticipare le insolvenze, scritto e modellato sul ciclo di vita delle imprese ormai tutte nella fase 2.0, il nuovo testo, rimodulato su dieci punti fondamentali, cercherà di affiancare le imprese prima che siano sopraffatte dal dissesto. Col supporto puntuale e preciso di StudioCataldi.it, andiamo ad esaminare le principali modifiche che sono lo scheletro della riforma della legge fallimentare. 
Le 10 modifiche alla Legge fallimentare prima della crisi

VIA IL ‘FALLIMENTO’ E LE CONSEGUENZE
La rivoluzione della Materia parte dall’eliminazione della parola ‘fallimento’ che diventa ‘liquidazione giudiziale’. Tale liquidazione impone tempi, di liquidazione appunto, dei debiti dell’azienda in tre anni previa intesa concordataria. È, di fatto, il proseguimento della linea seguita con la rifma del protesto cambiario. Dare tutte le possibilità all’imprenditore o all’azienda di ripartire senza che ne sia stigmatizzata la credibilità. Dietro un protesto o un fallimento ci sono tantissime cause spesso non cagionate da cattiva amministrazione.
Lo ha spiegato bene il ministro della Giustizia Orlando: “Evitare le conseguenze connesse alla dichiarazione di fallimento dell'imprenditore che vanno dalla stigmatizzazione all'incapacità di far fronte ai propri debiti, e che incidono negativamente sulle possibilità di avviare una nuova attività, nascondendo il fatto che la crisi o l'insolvenza sono evenienze fisiologiche nel ciclo di un'impresa, da prevenire ed eventualmente regolare al meglio, ma non da esorcizzare".

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Tecnicamente si parla di ‘fase preventiva e stragiudiziale’, gestita dalle Camere di Commercio (quindi siamo nell’ambito di organismi pubblici provinciali). L’intervento è propedeutico per sostenere la fase di crisi dell’impresa nella fase iniziale senza che la criticità diventi irreversibile. In sostanza, non ci si troverà di fronte balla soluzione radicale della criticità, ma l’obiettivo è quello di comporre una sorta di concordato senza andare ad intaccare l’indotto e il ciclo economico e finanziario facenti capo all’azienda in difficoltà.

GIUDICI ESCLUSIVI
Saranno selezionati giudici specializzati nella materia delle procedure concorsuali. Le procedure saranno ripartite tra un numero ridotto di tribunali, selezionati in base a parametri oggettivi e con piante organiche adeguate, mentre i tribunali delle imprese saranno competenti per le procedure di maggiori dimensioni.

ATAC FA SCUOLA
È di questi giorni la vicenda di Atac che, secondo l’ex amministratore delegato doveva essere avviata al fallimento, ma che invece (al momento) è stata inserita nella forma del concordato preventivo in continuità. È questo l’altro punto della riforma della Legge fallimentare. In sostanza, quando l'impresa versa in situazioni di crisi (reversibile) e la proposta sia in grado di garantire la continuità aziendale, con il mantenimento di livelli occupazionali adeguati e assicurando nel tempo una maggiore soddisfazione dei creditori, questa dovrà sempre essere epurata delle criticità senza che l’attività sia interrotta. Ovviamente ha sempre il privilegio di far decadere questo Istututo giuridicho il creditore che non accettando un concordato chieda il fallimento definitivo dell’azienda.

LA RISTRUTTURAZIONE
Poiché nella vecchia procedura spesso i creditori di minoranza, avanzando richieste e prelazioni, rallentavano e in qualche modo decidevano il corso della liquidazione dell’azienda impedendone la chiusura in tempi ragionevoli della situazione debitoria il nuovo testo ha previsto un’altra modifica importantissima. Nel testo si cassa la vecchia norma relativa ai diritti dei creditori introducendo a favore del debitore (previo consenso del Tribunale competente) la possibilità di chiedere che gli effetti dell'accordo di ristrutturazione vengano estesi "anche alla minoranza di creditori che non hanno aderito all'accordo stesso, purché al medesimo abbiano però aderito i titolari di crediti finanziari, pari almeno al 75% dell'ammontare complessivo". 

IL SISTEMA COMMON E IL MARKETPLACE NAZIONALE 
E’ prassi consolidata dare per scontato l’impossibilità di recuperare crediti nei confronti di un’azienda fallita. C’è una massa creditoria bloccata di circa 200 miliardi di euro, tutta risorsa per un discreto rilancio dell’economia. La soluzione è, appunto, il sistema Common (Common è l’acronimo dell’inglese complementary money ) e prefigura di fatto una borsa dei fallimenti. 
Ha spiegato il ministro Orlando: "i titoli incorporano un diritto speciale attribuito ai creditori delle procedure dei quali sia certificata la concreta possibilità di soddisfazione, da parte di un organismo terzo, a un valore minimo prudenziale, a fronte di una garanzia formata dagli attivi più facilmente vendibili e di valore durevole".

PROCEDURA UNITARIA PER I GRUPPI DI IMPRESE
Introdotta anche la possibilità di una procedura unitaria per la trattazione dell'insolvenza dei gruppi di imprese, individuando, ove possibile, un unico tribunale. Per le imprese facenti parte di un gruppo, per esempio, sarà possibile proporre un unico ricorso, sia per l'omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti dell'intero gruppo, sia per l'ammissione delle diverse imprese al concordato preventivo.

FACILITAZIONE DELL’ACCESSO AL CREDITO
L’inesrimento di forme di garanzia che non precludano in nessun modo la perdita di possesso del bene. Ovviamente si fa riferimento a beni strumentali oltre altri beni nella disponibilità dell’imprenditore.
La riforma prevede che l'impresa possa continuare ad utilizzare l'asset per il processo produttivo o anche disporne trasferendo la prelazione sul corrispettivo ricavato e concedere la garanzia su beni non ancora attuali ma futuri e determinabili.

LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE ANCHE PER LE SRL
Anche le società a responsabilità limitata entrano nel processo di controllo giudiziale. Di fatto anche le Srl per le quali esistono ridotti requisiti dimensionali, devono dotarsi di un organo di controllo.

LA NORMA SALVA FAMIGLIE
Tutela per chi compra immobili da costruire. In sostanza, per chi compra immobili da costruire sara’ istutuita una precisa tutela allatto dell-acquisto. È previsto infatti che gli atti di trasferimento vengano conclusi, a pena di nullità, per atto pubblico o scrittura privata autenticata, assicurando così il controllo di legittimità da parte del notaio. La norma e’ stata indotta per porre fine al fenomeno sempre piu’ diffuso della "sistematica violazione da parte dei costruttori di fornire al momento della conclusione del contratto anche preliminare, la fideiussione a garanzia dell'acquirente nonchè la polizza assicurativa".

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autore / Luca Lippi
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